Presentato questa mattina a Roma, nella sala Conferenze dell’Anci il quarto rapporto Anci – Conai con i dati di gestione della raccolta differenziata e di riciclo in Italia riferiti all’anno 2013. Sono stati premiati i Comuni che hanno centrato l’ ‘obiettivo 2020’, raggiungendo il 50% di riciclo e contribuendo alla riduzione delle emissioni di Co2.
Gesenu «Questo – scrive Gesenu in una nota – è stato possibile anche a Perugia, con meno 0,243 t Co2 equivalenti, premiata insieme a Belluno e Treviso, per aver contribuito alla riduzione di anidride carbonica, collaborando a creare un quadro nazionale di eco-efficienza». Per la percentuale di avvio al riciclo i riconoscimenti sono andati a: Capannori, Pordenone e Trento. Per le emissioni di anidride carbonica evitate a: Perugia, Belluno e Treviso. Gesenu sottolinea che per la produzione pro capite dei rifiuti Perugia «ha migliorato la propria classifica nell’anno 2013 (615,70 Kg pro capite), avanzando di n.7 posizioni rispetto al 2012 (657,00 kg pro capite), diminuendo pertanto la produzione di 41,30 Kg pro-capite. Per la percentuale di raccolta differenziata, ha migliorato la propria classifica nell’anno 2013 (58,30%), avanzando di 13 posizioni rispetto al dato percentuale di 2012 (54,00%), aumentando pertanto di 4,3 punti percentuale il dato di raccolta differenziata e collocandosi al 16° posto assoluto tra i capoluoghi di provincia, ed al 7° posto tra i capoluoghi di medie dimensioni tra gli 80.000 e i 200.000 abitanti. Rispetto alla media nazionale dei capoluoghi di provincia, pari al 41,2% , Perugia supera tale media, inoltre, del 17,1%».
I dati Sempre dalla nota diramata da Gesenu emerge che «l’indicatore globale Legambiente, vede Perugia migliorare nell’anno 2013 di n. 2 posizioni rispetto alla classifica 2012, passando dal 9° al 7° posto assoluto, tra i capoluoghi di provincia, migliorando l’indicatore generale di 1,79 punti percentuali e collocandosi al 3° posto tra le città di medie dimensioni tra gli 80.00 e i 200.000 abitanti. L’indicatore globale è dato dai seguenti specifici sotto indicatori: qualità dell’aria, consumi idrici domestici e dispersione della rete idrica, capacità di depurazione, produzione di rifiuti urbani, percentuale di raccolta differenziata, qualità e quantità trasporti pubblici, tasso di motorizzazione, auto circolanti e motocicli ogni 100 abitanti, tasso di incidentalità stradale, isole pedonali, zone a traffico limitato, piste ciclabili ed indice di ciclabilità, verde urbano pubblico fruibile e numero aree verdi, consumi elettrici domestici, energie rinnovabili e teleriscaldamento, politiche energetiche, certificazioni ambientali Iso 14001, pianificazione e partecipazione ambientale, eco management», conclude la nota.
