di Maurizio Troccoli
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La memoria del comandante regionale del corpo Forestale, Guido Conti, va al passato quando il controllo del territorio agricolo e forestale era di competenza del corpo Forestale dello Stato. Ma se i ricordi impongono uno sguardo all’indietro l’attualità spinge a una riflessione sulle criticità che riguardano il dissesto idrogeologico, le frane, i cedimenti e gli smottamenti che riempiono le cronache di questi giorni.
Guido Conti «Gli alberi producono l’effetto positivo di frenare il naturale scivolamento a valle dei terreni – dice il comandante regionale -, rallentano la forza distruttiva dell’acqua e della pioggia attraverso i rami e le foglie, producono humus e quindi permettono l’assorbimento dell’acqua invece di rendere eccessivamente drenante il terreno, insomma operano in maniera positiva contro il naturale dissesto dei terreni. Di più c’era un tempo l’opera benefica degli agricoltori e della pastorizia che rappresentavano un presidio dei monti e dei terreni. All’epoca la Forestale svolgeva un ruolo fondamentale con la piantumazione di alberi, in media 20/25mila ettari l’anno, in Italia, di rimboschimento e migliaia di briglie lungo i fiumi a contenimento della forza dell’acqua che, insieme agli altri fattori positivi, riusciva a frenare il naturale movimento dei terreni verso valle. Da quando le competenze sono passate alle Regioni che, attraverso comunità montane o altre forze dovrebbe fare quello che prima facevamo noi, registro che rimboschimenti quasi non ne vengono più fatti». Come dire: se un modo c’è di arginare il problema è quello sperimentato, ma se nessuno lo fa hai voglia poi a denunciare frane, smottamenti, strade chiuse, danni a strutture ed esondazioni, allagamenti e quant’altro. La denuncia è di quelle che vengono ripetute da anni ma che difficilmente trovano ascolto, risorse e operatività conseguente. Coglie l’occasione della presentazione del bilancio delle attività del corpo Forestale dello stato per l’anno 2013, il comandante regionale Conti, che illustra alla stampa anche l’opera di restyling e di «risparmio di spese per lo stato» che comporta la rivisitata sede di Perugia, in via Bonfigli, 16.
Il bilancio Ecco i numeri dell’attività: «In un anno sono stati effettuati 37.921 controlli che hanno portato all’accertamento di 682 reati, per un totale di 532 persone denunciate. Le sanzioni comminate sono state 2.284 per un importo di 1.326.696 euro. Quanto al controllo degli abusi edilizi il corpo Forestale dello stato dell’Umbria ha registrato 215 reati, con 237 persone denunciate. Quanto al controllo delle attività estrattive sono state passate a setaccio 48 cave dove sono stati riscontrati 8 illeciti penali che hanno portato alla denuncia dei legali rappresentanti delle ditte. Sono stati anche effettuati tre sequestri penali per rifiuti, manufatti senza titolo edilizio, impianti di frantumazione e magliatura, per un equivalente in sanzioni pari a 370 mila euro. Sul versante invece delle utilizzazioni boschive sono stati effettuati oltre 3mila controlli con un incremento del 50% dell’importo delle sanzioni amministrative, rispetto all’anno precedente. Quanto alle discariche e rifiuti i reati accertati sono 144, con 168 persone denunciate e 200 gli illeciti amministrativi relativi prevalentemente a irregolarità sui registri. Per questa voce l’importo delle sanzioni arriva a 344mila euro. In questo ambito le strutture dismesse registrate in ambito regionale hanno portato a 19 comunicazioni di reato, 21 denunciati e 9 sequestri penali preventivi. Sul fronte inquinamento e quindi per quanto riguarda acque reflue industriali e irregolarità varie sugli scarichi sono scattate 34 denunce e 24 verbali amministrativi, per 33 mila euro. Alla voce ‘tutela della salute’ e ‘sicurezza agroalimentare’ gli illeciti amministrativi per tracciabilità e etichettatura, accertati, sono cresciuti del 70% rispetto agli anni precedenti, per il 78% quanto alle sanzioni che sono passate da 109mila a 194 mila euro. Quanto alla tutela della fauna, gli illeciti penali rilevati parlano di una decina di persone denunciate e 165 sanzioni, prevalentemente in materia di caccia, che fanno un totale di 24 mila euro. Mentre per quel che riguarda il maltrattamento animali , sono stati accertati una quarantina di reati e denunciate 8 persone. Per gli animali d’affezione, prevalentemente cani utilizzati per la caccia, sono stati fatti 700 controlli, per 20 mila euro di multe e alcune violazioni penali per maltrattamento, nel ternano. Sono 300 le verifiche sul versante degli animali da reddito per una trentina di sanzioni amministrative. Al centro di recupero di formichella, gestito dalla Forestale ci sono attualmente due rari esemplari di avvoltoi egiziani, recuperati nel 2013 e un totale di 400 animali presenti, tra cui 60 rapaci, falchi, aquile, gufi, civette, allocchi, barbagianni, 300 tartarughe, tassi, istrici, daini, cervi, mufloni, gatto selvatico e procioni. Tra le altre voci delle attività 2013 compaiono gli oltre 800 cartelloni pubblicitari, con circa 166 irregolarità per un totale di 80 mila euro di sanzioni. Ultima voce, gli incendi boschivi, sono 21 nel 2013 che hanno consumato una superficie di 23 ettari, dato positivo record nella storia di questa regione. La prevenzione parla di 600 controlli effettuati su 107 persone e 17 veicoli per individuare inneschi sugli incendi verificatisi.
