Via libera anche alla Camera con 398 sì e 98 astenuti: il dl terremoto è legge. E’ stato approvato senza nessun voto contrario il provvedimento approvato in via definitiva dal Parlamento e arrivato blindato alla Camera, tra le proteste del sindaco di Norcia Nicola Alemanno, che si è detto preoccupato per il mancato recepimento di alcune modifiche richieste in commissione speciale terremoto da lui come da altri amministratori pubblici. A favore della conversione hanno votato i gruppi di maggioranza di M5s e Lega insieme a quelli di minoranza Pd e Leu, mentre Forza Italia e Fdi si sono astenuti.
Decreto terremoto è legge: le proroghe Nel dettaglio il complesso delle misure contempla, tra l’altro, la proroga della struttura commissariale fino al 2021, dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018 (con uno stanziamento di 300 milioni) e l’inserimento nel cratere di cinque nuovi comuni, tutti in Abruzzo. Il provvedimento contiene anche una serie di norme riguardanti tasse e contributi: la proroga della scadenza della cosiddetta ‘busta paga pesante’, la proroga e sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari e contributivi, e il posticipo del rimborso da parte di lavoratori dipendenti e pensionati al gennaio 2019. E a gennaio 2019 riprenderà anche il pagamento dei premi di assicurazione e dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro. Il canone Rai viene poi sospeso fino al 31 dicembre 2020, mentre è prorogato al 31 dicembre di quest’anno il termine per la presentazione delle domande per la ricostruzione privata.
Nonna Peppina e sanatoria abusi La legge contiene poi altre due norme: la regolarizzazione delle strutture provvisorie realizzate sui terreni di proprietà (la cosiddetta norma di “Nonna Peppina”) e la procedura di sanatoria delle ‘lievi difformità edilizie’, in sostanza i piccoli abusi – in una percentuale consentita del 5% – realizzati prima del 24 agosto 2016: i proprietari degli immobili possono presentare, contestualmente alla domanda di contributo, una segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria pagando una sanzione tra i 516 e i 5.164 euro. Introdotte infine una serie di misure per la tutela dei familiari delle vittime dei terremoti del 2016, del 2012 e del 2009: è previsto un indennizzo di 5 mila euro, che salgono a 40 mila se la vittima era un minore.
Cosa non è stato recepito Il dl convertito in legge, come emerso negli ultimi giorni, arrivando blindato alla Camera non ha recepito una serie di modifiche richieste dai territori e dalle categorie produttive come l’aumento delle rate da 60 a 120 e alla riduzione al 40% dell’ammontare dovuto per la sospensione dei versamenti di tributi e contributi; la possibilità per i cittadini di anticipare le spese per la ricostruzione, accelerandone il processo, e accedere successivamente a rimborso; la sospensione nel triennio 2018-2020 dei mutui contratti dai Comuni, e non solo quelli con Cassa Depositi e Prestiti; l’estensione dell’una tantum agli anni successivi, per i professionisti e le partite iva; la possibilità di assumere personale presso gli uffici speciali per la ricostruzione e le stazioni uniche di committenza, mettendo seriamente a rischio la definizione delle pratiche per il ripristino degli edifici, arrecando enormi disagi alle amministrazioni e ai privati in attesa di ricostruire; l’incremento delle risorse per il Servizio civile nei comuni del cratere; la proroga per le assunzioni a tempo determinato, connesse alle esigenze post sisma, di collaboratori nei comuni e di agenti di polizia locale; la proroga della zona franca urbana, ovvero l’esonero dei versamenti di contributi previdenziali e assistenziali da parte delle imprese; la riclassificazione delle sedi di segreteria per i comuni; il trasferimento ai Comuni delle strutture emergenziali finora realizzate ad uso di pubblico servizio; la destinazione del 4% del fondo per la ricostruzione al fine di favorire un programma per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei comuni del sisma; e la destinazione di una quota del Fondo nazionale per lo sviluppo dei piccoli comuni alle aree del terremoto.
