di Andrea Baffoni
Verrà presentata domani alle 10.30 a Palazzo dei Sette di Orvieto la ricerca «Mass Media e Immigrazione», promossa dal Comitato regionale per le comunicazioni dell’Umbria e realizzata dall’Università di Perugia tramite il dipartimento Istituzioni e Società. «Il Co.Re.Com. dell’Umbria – spiega il presidente Luciano Moretti – promuove da anni ricerche specifiche che hanno come oggetto particolari spaccati della realtà della comunicazione regionale umbra».
Umbria terra di immigrazione «L’Umbria – sottolinea Moretti – è, proporzionalmente, la seconda regione italiana per presenza d’immigrati e per molti di essi la nostra regione non è soltanto un territorio di passaggio ma un luogo in cui stabilirsi; con tutto ciò che questo implica non soltanto da un punto di vista sociale o politico, ma anche culturale. È sembrato quindi al tempo stesso ‘doveroso’ ed estremamente interessante – conclude – indagare questo tema anche sotto il profilo della comunicazione».
Gli obiettivi «L’obiettivo dell’indagine – spiega Giuseppina Bonerba, che ha curato la ricerca insieme a Marco Mazzoni – è stato quello di approfondire la funzione svolta dai media rispetto alla popolazione immigrata da una duplice prospettiva: da una parte l’immigrato come oggetto di rappresentazione da parte dei media; dall’altro gli immigrati come fruitori dei media stessi».
Le anticipazioni
In primo luogo emerge che gli stranieri residenti in Umbria sono fruitori di mezzi di comunicazione evoluti, persone con una «dieta mediatica» ricca. Avere una dieta mediatica ricca significa usare molti media, perché è ormai stato ampiamente evidenziato dagli studi sulla comunicazione che i nuovi media non sostituiscono i vecchi, ma li integrano, in una competizione che genera forme di utilizzo sempre più evolute e complesse.
Stranieri non discriminati Gli stranieri residenti in Umbria usano la televisione, vanno al cinema, leggono i giornali, i libri, ascoltano la musica e fruiscono di internet nella quasi totalità, così come del telefonino. Si può dunque affermare che gli immigrati in Umbria non soffrono del digital divide né del press divide, o almeno non più degli italiani. In altri termini non sono discriminati rispetto all’accesso ai canali di comunicazione e di informazione, anzi, fanno un uso di internet e del telefonino maggiore degli italiani.
La maggior parte guarda Mediaset Emergono invece delle linee di tendenza, che riguardano non la totalità ma la maggioranza degli stranieri, rispetto alla fruizione dei contenuti veicolati dai media a cui scelgono di esporsi. Il consumo televisivo degli stranieri, ad esempio, si caratterizza per una predominanaza quasi esclusiva delle reti Mediaset. Canale 5 è decisamente la rete preferita dagli adulti, Italia 1 invece è quella più seguita dagli adolescenti, ma in ogni caso la Rai è fortemente assente, con indici di audience bassissimi.
Intrattenimento e infotainement Se dalle reti si passa ai programmi, si registra una forte preponderanza di consumo di programmi di intrattenimento o di infotainement, mentre i programmi di informazione o di approfondimento si attestano intorno al 30% del consumo televisivo presso gli adulti, mentre sono praticamente assenti nel consumo televisivo degli adolescenti. Al di là dello scarso consumo di informazione, tuttavia, resta la marcata predilezione degli stranieri verso alcuni format televisivi. Considerando i programmi più seguiti, e quelli che risultano anche preferiti in assoluto, al vertice della classifica, specie per le donne ma non solo, troviamo Amici, il Grande Fratello, Uomini e donne. Com’è noto si tratta di format internazionali che sia per le caratteristiche formali, sia per i contenuti veicolati, fanno pensare a quei modelli culturali globalizzanti, fondati sull’evasione e sull’edonismo, ispirati al modello della distribuzione generalizzata del benessere, «la cui influenza si fa oggi sentire a livello mondiale, incidendo sulle rappresentazioni collettive. Occorre notare, infatti che questo orientamento generale può convivere con qualunque tipo di cultura. Vi sono quindi validi argomenti a favore della tesi che sostiene vada oggi formandosi, a livello planetario, una cultura globale produttiva di effetti di omogeneizzazione che attraversano le strutture delle unità sociali. In questo senso si può parlare oggi di una cultura transnazionale o di terza cultura deterritorializzata».
Protagonista della globalizzazione La fruizione televisiva farebbe dunque pensare allo straniero non tanto, o non soltanto, come portatore della cultura del proprio paese d’origine, come vorrebbero alcuni stereotipi, ma come protagonista di quel processo di globalizzazione e omogeneizzazione citato che, peraltro, com’è noto, non esclude la compresenza di fenomeni e rivendicazioni del tutto particolaristiche.

