di Chiara Fabrizi
Papà Giuseppe. Anni Ottanta. Un’autofficina all’ombra del Pirellone, una moglie e due figlie. I ritmi stressanti di Milano e la decisione di mollare tutto in tempi in cui il fenomeno ‘great resignation’ non era neppure immaginabile. Ma papà Giuseppe vuole crescere le due figlie, Patrizia e Graziella, lontano dalla metropoli e così il rientro in Umbria, sua terra d’origine, è scontato. Per fare cosa però? Dopo un anno sabbatico la decisione è presa: si apre una piccola gelateria a Castel Viscardo, che nel giro di un paio di anni gli starà stretta. Inizia così la storia da favola della famiglia Pasqualetti che con Patrizia negli ultimi anni cinque anni si è arricchita di un nuovo capitolo, per ora ambientato in California, precisamente tra Los Angeles e la Silicon Valley, dove è stata esportata l’arte di famiglia. Come papà, però, anche Patrizia dice subito di aver «lasciato cinque anni fa l’Umbria con l’intenzione di tornarci», ma evidentemente non ora, perché in questa fase della sua vita professionale «il sogno è sbarcare sulla costa occidentale, prima di tutto a New York». E magari ad aiutarla sarà di nuovo un’occasione.
Dall’Umbria alla California Sì, perché Patrizia in California ci è arrivata dopo che le è stato «chiesto di fare una consulenza per l’apertura di una gelateria a San Francisco e col passare delle settimane – ha raccontato a Umbria24 – ho sviluppato un’embrionale forma di appartenenza a questa terra che, potrà sembrare strano, ma per molti versi continuo a reputare simile alla nostra, soprattutto da un punto di vista climatico», ha raccontato l’imprenditrice a Umbria24.
La storia da favola del gelato di famiglia «Gusto Panpepato? Possiamo valutare» Da qui la decisione di provare a portare il gelato della famiglia Pasqualetti in California e, di conseguenza, l’avvio della ricerca dei prodotti: «Qui c’è un’ottima frutta fresca e una vera cultura per la frutta secca, oltre a un buon latte, e tutto ciò mi sta permettendo di replicare il mio prodotto con ingredienti locali, che hanno anche il merito – evidenzia – di avermi permesso di far sentire agli americani il gelato anche come un prodotto della loro terra e quindi di far comprendere che parliamo di uno dei pochi prodotti che è contemporaneamente comfort food and healthy food», ovvero un alimento pronto per essere al consumato nel momento in cui viene venduto al cliente, ma che è quanto di più distante dal cibo spazzatura.
Harrison Ford e Chad Smith E così Patrizia con le gelaterie nella Silicon Valley e a Los Angeles ha fatto scoprire la zuppa inglese sia nel cono che nella coppetta o il gusto ‘capriccio’ inventato da papà Giuseppe a manager e programmatori delle multinazionali, da Google a Facebook, alle star di Hollywood, come Harrison Ford, e a grandi artisti come Chad Smith dei Red hot chili peppers. «Gli Stati Uniti da questo punto di vista sono molto meritocratici e danno enormi gratificazioni a chi lavora», ha spiegato Patrizia che in cinque anni ha aperto due gelaterie e assunto una ventina di dipendenti, aggiungendo: «Non me ne vogliano i ragazzi della Silicon Valley, ma anche qui il passaparola rappresenta ancora una potentissima strategia di marketing».
«Gusto Panpepato? Buona idea» L’entusiasmo di Patrizia lascia supporre che la via del ritorno in Umbria non sia ancora tracciata: «E’ sempre nel mio cuore, perché non sono qui per rimanere, ma solo per fare un lavoro che mi appassiona e per questo mi piacerebbe rientrare e avviare un percorso di riscatto della figura del gelatiere, facendo cultura con il nostro prodotto, come fanno chef e pasticceri». Intanto, però, tra l’abbondanza di frutta secca e il legame con l’Umbria, la proposta di far sbarcare in Californi un gusto Panpepato, dolce tipico di Terni recentemente riconosciuto prodotto Igp, è apparsa scontata: «E’ una buona idea, si può valutare, anzi appena ci salutiamo leggo il disciplinare».
