Un viaggio di oltre mille chilometri in bicicletta, che rappresenta un gesto di testimonianza civile e di solidarietà verso il popolo palestinese, nel segno della nonviolenza e del dialogo tra i popoli e che terminerà a Roma. È l’impresa portata avanti da Fulvio Oberto, attivista piemontese, partito da Valgioie, nel torinese, per consegnare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni un messaggio di pace e di giustizia per chiedere il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. In questo viaggio Oberto ha fatto tappa a Perugia.
Itinerario Il 7 ottobre è cominciata la pedalata solidale di Fulvio Oberto, in viaggio senza sponsor né assistenza, che, partito dal Torinese, ha deciso di raggiungere la presidente Meloni per consegnarle un messaggio di pace e giustizia, ispirato da San Francesco. L’impresa solidale attraversa diverse città italiane, tra cui Torino, Genova, Viareggio, Firenze e Perugia, fino alla capitale, prevedendo di accamparsi in tenda a ogni tappa. L’itinerario è anche tracciato sull’app Komoot, che permette ad altri ciclisti di unirsi simbolicamente e liberamente al viaggio, condividendo il messaggio di fratellanza.
Tappa perugina Nella sua tappa perugina l’attivista è stato accolto da una delegazione della giunta e dei consiglieri di maggioranza del Comune, che ha incontrato Oberto per esprimere il proprio sostegno all’iniziativa, con l’intenzione di promuovere una cultura di pace e rispetto dei diritti umani. Durante l’incontro, avvenuto a palazzo dei Priori, si è rinnovato l’appello al riconoscimento politico e istituzionale dello stato di Palestina, come condizione essenziale per la costruzione di un futuro di convivenza, dignità e sicurezza per entrambi i popoli. Il capogruppo del Partito democratico, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, ha ringraziato Oberto per aver ricordato ai cittadini che la pace si costruisce con gesti concreti e coraggio civile: «Il suo percorso, da Valgioie a Roma, rappresenta un appello forte alle istituzioni e alla società civile a non restare indifferenti di fronte alle tragedie che colpiscono i civili e a rinnovare l’impegno per una pace giusta e duratura, fondata sul riconoscimento dei diritti e sulla dignità di ogni persona».
