mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 03:05

Scappa dal Gambia all’Umbria a 16 anni: la vita di Ansu nel docufilm di National geographic

Where are you? è il progetto nato dalla fotografia scattata nel 2014 da Sestini a un barcone di migranti nel Mediterraneo

Ansu

C’è anche la vita di Ansumana Kassama, ventunenne gambiano, accolto nel 2014 tra Ferentillo e Terni, tra i migranti protagonisti di Where are you? Dimmi dove sei sarà in onda su National geographic (Sky, canale 403) il 20 giugno 2019 alle ore 20:55 in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Si tratta del docufilm nato dall’appello del fotoreporter Massimo Sestini che nell’estate del 2014 scattò da un elicottero della Marina militare italiana la foto del barcone carico di migranti, per poi lanciare due anni dopo l’appello Where are you? che viene raccolto da National geographic che decide di raccontare questa storia di disperazione e speranza con un documentario, intitolato Where are you? Dove sei, e una cover story sul numero di giugno.

 

Nel mensile sono state ricostruite le storie di alcuni dei migranti presenti su quel barcone grazie al lavoro di Fabrizio Gatti dell’Espresso e tra di loro c’è anche Ansumana Kassama, questa settimana alle prese con l’esame di maturità all’Isituto Liside di Taranto. La sua è vita diventa turbolenta quando lui ha appena 8 anni e il divorzio dei genitori lo costringe ad andare a vivere con lo zio, un commerciante che fa politica ed è inviso al dittatore Yahya Jammeh, tanto nel 2013 viene arrestato, rilasciato e quindi scappa all’estero: «Pochi mesi dopo – racconta oggi il ventunenne – chiama e dice che sarebbero venuti a prendere me, per ritorsione, e mi consiglia di andare in Senegal da mia sorella». Ansumana va, ma due mesi dopo lo zio richiama per dire che Senegal e Gambia hanno stretto un patto di estradizione e lui, lì, non è più al sicuro. Inizia così la traversata tra Burkina Faso, Niger e deserto fino alla Libia.

A Tripoli, non trova lavoro: «Ero troppo gracile, zoppicavo per dolori alle ossa da denutrizione, non mi voleva nessuno. Un giorno, arrivano gli Asma Boys, che ti sequestrano, ti picchiano e chiedono il riscatto a casa, io ho detto che non avevo il numero dei miei, ma ogni giorno tornavano e avevo paura». Poi, Ansumana cerca un medico e ne incontra uno che è anche trafficante di persone: «Ha visto che stavo per morire là, si è intenerito e mi ha fatto imbarcare per l’Italia senza pagare». Nel 2014 arriva in Italia a Taranto e viene trasferito a Terni presso la Comunità per Minori stranieri non accompagnati “Il Tiglio” di Ferentillo.

Ansu, come veniva chiamato dagli altri ragazzi e dagli operatori della struttura, viene quindi iscritto a una scuola per elettricisti. Ricorda: «Il maestro di italiano mi ha detto: sei appena arrivato e già parli, se vuoi, vai in terza media. Ho detto subito sì». Studia poi al Turistico ma a 18 anni deve lasciare la casa famiglia di Ferentillo e viene alloggiato con due maggiorenni a Terni nell’ambito del progetto Sprar ordinari. Inizia anche a frequentare la scuola guida per prendere la patente, ma il suo viaggio non è finito in Umbria. Ansu è tornato a Taranto dove, grazie a una famiglia che lo aveva accolto a casa come un figlio, ha trovato un lavoro e prosegue il suo percorso di studi. Il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari diventa un permesso per motivi di lavoro. Ora, ha recuperato i contatti coi familiari e sogna di raggiungere lo zio in Inghilterra e studiare per diventare procuratore di calcio.

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