Un'aula dell'Alberghiero di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Da rifare il concorso per l’assunzione già avvenuta dei docenti di Laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali delle scuole secondarie di cinque regioni tra cui l’Umbria, oltre Marche, Emilia Romagna, Abruzzo e Puglia.

A stabilirlo il Tar di Ancona che, con la sentenza depositata il 14 febbraio, ha accolto il ricorso di alcuni candidati esclusi dalla procedura, stabilendo la necessità di «ripetere la prova pratica e le successive fasi concorsuali», col risultato che occorrerà procedere anche «al conseguente rifacimento della graduatoria», che nel caso dell’Umbria contiene cinque nominativi.

Tuttavia, anche in considerazione della già avvenuta immissione in ruolo con assunzione a tempo indeterminato dei vincitori del concorso per la classe B022, i giudici amministrativi hanno ravvisato «la preminente esigenza di consentire la prosecuzione dell’anno scolastico in corso 2024-2025 in condizione di piena efficienza e regolarità. Pertanto – è scritto nella pronuncia – si dispone che gli esiti della procedura concorsuale rinnovata e la nuova graduatoria avranno effetto a partire dall’anno scolastico successivo a quello in corso».

La procedura, finanziata coi fondi del Pnrr, è stata gestita dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche e secondo il Tar a inficiarla è stata «la violazione della regola dell’anonimato» riscontrata per la prova pratica, che i giudici hanno parificato a una prova scritta. Il collegio ha quindi ritenuto fondando il ricorso, perché «i concorrenti hanno apposto il proprio nominativo direttamente sui fogli contenenti l’elaborato», rendendo così «possibile l’immediata identificazione dell’autore dello scritto in fase di valutazione della prova da parte della Commissione». Ergo, si è proceduto ad annullare il decreto firmato il 9 agosto 2024 dal direttore generale dell’Usr Marche con cui sono state approvate le graduatorie di merito regionali del concorso ordinario.

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