«Custodire l’umanità. Verso le periferie esistenziali». Questo il titolo del convegno internazionale di studi che si terrà al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli il 29 e 30 novembre, organizzato dalla Conferenza episcopale umbra, da quella italiana, dall’Università di Perugia e da quella per stranieri. «Un evento – spiega la diocesi di Perugia in una nota – di grande attualità e di dibattito socio-economico e politico, oltre che storico-filosofico, rivolto a credenti e non credenti incentrato sull’umanesimo». L’appuntamento sarà presentato venerdì alle 11.30 al palazzo arcivescovile, in piazza IV Novembre, dall’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu e vice presidente della Cei.
Gli ospiti «Un evento unico nel suo genere nel panorama culturale umbro – spiega ancora la diocesi -, al quale hanno aderito molti partner istituzionali, privati e associativi, che vedrà la partecipazione, come relatori, di autorevoli esponenti italiani e stranieri del mondo accademico, ecclesiastico, socio-economico e politico, del giornalismo, dell’arte e della cultura. La “lezione inaugurale” sarà tenuta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Tra i molti relatori segnaliamo: Andrea Riccardi, Salvatore Natoli, monsignor Bruno Forte, Mauro Magatti, Luigino Bruni, Adriano Fabris, Philippe Jenkins, mons. Giuseppe Nazzaro, Franco Vaccari, Lucetta Scaraffia, Roberto Volpi, Adriano Pessina, mons. Timothy Verdon, Sergio Givone, Ernesto Galli della Loggia, Agostino Giovagnoli, Fabrice Hadjadj, mons. Gualtiero Bassetti e i giornalisti Marco Tarquinio e Giovanni Maria Vian».
Vocazione del custodire «La vocazione del “custodire” – è detto poi nell’invito – non riguarda soltanto i cristiani, ma ha una “dimensione che precede” ogni convincimento laico o religioso ed “è semplicemente umana”, riguarda ogni persona. Tutti siamo chiamati ad essere custodi del creato e a chinarci con amore materno e spirito paterno verso i più poveri e i più deboli, perché in loro si trova sempre il volto di Cristo. La profonda crisi di senso dell’uomo moderno e la perdurante crisi economica della società occidentale non rappresentano, infatti, un evento passeggero, ma stanno caratterizzando fortemente l’epoca storica in cui viviamo. Il desiderio di una umanità riscattata ci porta, oggi, verso le periferie esistenziali del mondo moderno, verso quei luoghi dell’anima dove ogni persona sperimenta la gioia e la sofferenza del vivere, nella speranza che l’umano, di fronte all’ascesa quasi inarrestabile della tecnica, ritorni al centro della riflessione e della convivenza sociale».
