Arci Perugia insieme ad Arci nazionale alla manifestazione 'No Kings' a Roma

Una folta delegazione di ‘Arci Perugia’ è partita alla volta di Roma per la manifestazione nazionale ‘No kings’ contro le guerre, il riarmo e le derive autoritarie. Appuntamento che ha richiamato una numerosa presenza di rappresentanze della rete di associazioni italiane, organizzazioni ed enti.

Oltre un centinaio di soci appartenenti ad Arci Perugia, coordinati dalla dirigente Barbara Pilati e accompagnati dal presidente Franco Calzini, unitamente alla dirigenza provinciale, hanno partecipato all’appuntamento, esprimendo piena condivisione del messaggio sostenuto da larga parte del mondo studentesco e intellettuale italiano: ‘Contro i re e le loro guerre’. Questo lo slogan che ha sintetizzato il pensiero che anima la manifestazione.

Il corteo, promosso dalla rete “No Kings”, è partito da piazza della Repubblica per concludersi nell’area di San Giovanni. Tra le adesioni anche quella di Arci nazionale, presente con delegazioni provenienti da tutte le regioni. In vari momenti della manifestazione il richiamo esplicito è stato alle tensioni internazionali in corso e alle politiche di riarmo adottate da diversi Paesi europei. I partecipanti hanno sfilato con striscioni e bandiere, chiedendo un cambio di rotta nelle scelte di politica estera e maggiori investimenti in welfare, diritti e cooperazione.

Nel corso della giornata, dal palco conclusivo, si sono alternati interventi di esponenti delle associazioni promotrici e di reti civiche. Nei vari contributi è stato ribadito il rifiuto di un modello fondato sul conflitto e sulla contrapposizione, con l’invito a costruire percorsi di pace e diplomazia. Tra i temi ricorrenti anche quello dell’accoglienza e dell’inclusione, indicati come elementi centrali per una società più coesa.

La partecipazione, secondo gli organizzatori, è stata significativa, con presenze da tutta Italia. Non sono stati segnalati problemi lungo il percorso e la manifestazione si è svolta in modo ordinato. L’iniziativa si inserisce in un calendario più ampio di mobilitazioni promosse a livello internazionale, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sui conflitti in corso e sulle loro ricadute sociali ed economiche. Anche per questo, gli organizzatori hanno annunciato che il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative pubbliche.

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