L'ospedale di Perugia. Foto F. Troccoli

La struttura complessa di Oncologia medica del S. Maria della Misericordia, come informa l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia, ha ottenuto un riconoscimento della propria attività di ricerca e di assistenza, grazie alla pubblicazione, nel numero di gennaio del Journal of Clinical Oncology ,con un lavoro in cui viene evidenziata la risposta alle terapie di una donna di 67 anni, affetta da carcinoma metastatico del polmone, diagnosticato nel 2004.

Crinò «Il risultato che stiamo ottenendo con questa paziente è davvero straordinario, oggetto di apprezzamento da parte di tutta la comunità scientifica internazionale – osserva il direttore della struttura complessa di Oncologia del S. Maria della Misericordia Lucio Crinò, che ricorda come frequentemente la prognosi per il carcinoma polmonare metastatico sia infausta- . Le terapie sono state sviluppate su base molecolare e la peculiarità del caso – aggiunge Crinò – consiste nella individuazione da parte del nostro laboratorio di ricerca, di due diverse mutazioni, Egfr ed Alk, che hanno consentito un trattamento assai efficace e tuttora in corso con due diversi farmaci, che con un neologismo definiamo ‘intelligenti’».

Il messaggio La pubblicazione del lavoro di ricerca su una rivista che nel campo oncologico viene considerata di alto valore internazionale, ha molto gratificato il gruppo dei medici che hanno firmato l’articolo, con il riconoscimento dell’Airc (Associazione italiana sulla ricerca del cancro) che da diverso tempo contribuisce a finanziare i programmi di ricerca dell’oncologia medica perugina. «La ricerca pubblicata dal Journal of Clinical Oncology – la rivista per l’Oncologia Clinica mondiale, con una percentuale di lavori respinti dell’85%-, rafforza la speranza nei pazienti oncologici affetti da tumore al polmone con mutazione del gene. Nello specifico caso della donna ‘non fumatrice’ – come sottolinea Crinò – era stata rilevata una rara doppia mutazione dell’adenocarcinoma del polmone . I due cloni neoplastici individuati dal nostro laboratorio – precisano gli oncologi del S. Maria della Misericordia – hanno dato risposte per due anni alla terapia con Gefitinib mentre ora la paziente è in trattamento con risposta favorevole al Crizotinib».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.