di M.R.
«Circa 60 mila persone l’anno, in Italia, muoiono per arresto cardiaco improvviso e tra gli sportivi l’incidenza è ancora maggiore, non tanto tra professionisti e agonisti, quanto tra gli atleti amatoriali. Nell’ambito della società rossoverde viene seguito alla lettera il protocollo di idoneità alla pratica sportiva, se uno dei nostri tesserati non è in linea con i parametri che stabiliscono la propria attitudine, no scende in campo neppure per allenarsi». Con queste parole il dottor Massimo Francucci, coordinatore del settore giovanile della Ternana, ha avvalorato l’importanza del progetto realizzato dai rossoverdi in termini di prevenzione».
Cinque defibrillatori: fotogallery
Cuor di Fere: video
Cuor di fere La società di via Aleardi, grazie all’azienda partner Emd 118 (responsabile di fornitura, manutenzione, adeguamenti software e controlli di legge) si è dotata di 5 defibrillatori dislocati negli impianti che la Ternana utilizza, quindi il Liberati, l’antistadio Taddei, Terni Est, Sant’Antonio e Angel soccer. I dispositivi sono a disposizione del personale autorizzato, a bordo campo in occasione di gare ufficiali, per le trasferte di squadre U15 e U17 e un apparecchio sarà sul pullman durante le trasferte della Primavera. In tutto la società dispone di 22 operatori opportunamente formati all’utilizzo dei defibrillatori.
Dispositivi «Questi apparecchi – ha detto il product manager di Emd 118 Andrea Ferro – sono all’avanguardia per leggrezza, resistenza all’umidità e presenza di segnali acustici e visivi utili al personale che li utilizza, il progetto ‘Cuor di Fere’ – ha aggiunto – dovrebbe essere da esempio per tutte le altre società sportive». L’iniziativa è stata presentata giovedì mattina presso la sala stampa del Liberati alla presenza, tra gli altri, del responsabile del settore giovanile Luciano Nonni, Alberto Frattaroli referente organizzativo e il coordinatore dei fisioterapisti Daniela Mancini.
Simulazione Proprio il dottor Mancini, con l’ausilio di un manichino, ha spiegato come si dovrebbe intervenire sul paziente, mettendo in mostra anche i comandi vocali emessi dal defibrillatore, come guida utile persino a capire l’intensità della pressione per il massaggio cardiaco.
Twitter @martarosati28
