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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 03:04

Culla per la vita in via Malnati da 26 mila euro, affidati i lavori all’impresa Petra di Terni

L’opera destinata ad accogliere neaonati abbandonati sarà finanziata da Fondazione Carit e ospedale, intervento contestato

Una culla per la vita

di M.R.

C’è il progetto esecutivo e pure il nulla osta del Comune di Terni, sull’operazione ‘Culla per la vita’, che la direzione dell’ospedale Santa Maria ha sposato aderendo all’omonimo progetto proposto dalla Onlus Movimento per la Vita, e per cui ha stipulato apposita convenzione con Ater per realizzare l’intervento in un edificio in via Malnati, già in locazione all’azienda ospedaliera, con la quale è stato individuato, nella corte dell’immobile stesso, il luogo da destinare alla realizzazione del manufatto. I vertici del nosocomio hanno anche affidato i lavori: se ne occuperà l’impresa Petra Srl di Terni.

L’INCHIESTA

‘Culla per la vita’ Il manufatto che si andrà a ralizzare è uno spazio destinato ad accogliere i neonati abbandonati, quello che anticamente era noto come ruota degli esposti. Terni, in un recente passato, bene impresso nella memoria di tutti, ha conosciuto il dramma del piccolo Giuseppe, lasciato in una busta nel parcheggio di un discount e trovato morto a poche ore dalla nascita. Ma questa storia e la scelta di realizzare ‘Culla per la vita’ si incrociano con un fenomeno largamente diffuso in Umbria, l’obiezione di coscienza e, più in generale la difficoltà di accedere alla pratica dell’aborto. Non a caso, l’intervento in questione, già dal primo annuncio del direttore Pasquale Chiarelli in commissione consiliare in Comune, suscitò dure reazioni e prese di posizione. E il caso Usa ha riacceso un faro sulla questione. I lavori per la realizzazione di una culla per la vita a Terni partiranno a breve. Il progetto porta la firma dell’ingegnere Pier Giorgio Imperi. L’importo è di 26 mila euro complessivi, 20 mila dei quali saranno finanziati con risorse di Fondazione Carit. Il Responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Gianni Fabrizi della Struttura complessa tecnico patrimoniale dell’ospedale di Terni.

L’opposizione «Iniziativa deplorevole – dichiarano in una nota congiunta Senso civico, Partito democratico e Terni Immagina – quella della ruota degli esposti commissionata dall’azienda ospedaliera di Terni. Iniziativa offensiva delle donne e della libertà di autodeterminazione, in contrasto con quelli che dovrebbero essere gli obiettivi della politica sanitaria, ovvero garantire politiche di sostegno e di sicurezza previste dalla legge 194. Ennesimo attacco retrograda. Nei posti dove è stato realizzato questo strumento non ha portato nulla di utile. Un tentativo infimo di colpevolizzare, che non risolve alcun problema ma contribuisce solo ad aumentare problemi e disagi. Ci auguriamo che sia uno degli ultimi atti del direttore generale Chiarelli, sfiduciato dal Consiglio comunale di Terni con voto bipartisan. Chiederemo massima luce sulle procedure di affidamento e sui fondi provenienti dall’azienda ospedaliera ternana. In un quadro di emergenza e necessità, lo sperpero di risorse pubbliche è inaccettabile».

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