di Maurizio Troccoli

L’obiettivo desiderato è che la vita torni, in punta di piedi, per essere poi duratura e vera. Una vita nutrita dall’agricoltura, dal commercio e dal turismo, armonizzati secondo una dimensione naturale. In altre parole, un borgo a misura d’uomo. Questo il progetto a cui sta lavorando Brunello Cucinelli per Castelluccio (Norcia), il paese distrutto dal terremoto del 2016 e che ora deve rifiorire «come un meraviglioso giardino».

Cucinelli per Castelluccio Da un punto di vista tecnico, le attività commerciali della piazza di Castelluccio verranno dislocate in gran parte nel pendio fino alle prime propaggini del bosco di conifere, dove le botteghe troveranno luogo negli edifici restaurati. La parte esterna è costituita da semplici pergolati di legno di castagno coperti da una tela color canapa e nell’insieme questo settore è pensato per avere quasi l’aspetto di un mercato all’aperto.

«Bella come un giardino per i prossimi 500 anni» Nella piazza non sono previsti impianti stabili, ma quando se ne verificherà l’esigenza potranno essere ospitate strutture commerciali mobili. Ci sarà, poi, piazza della Fonte con una forma ovale, un doppio collegamento alla strada, e sarà libera dai veicoli, con un parcheggio sottostante. Castelluccio sarà un meraviglioso giardino studiato e pensato, non di meno delle architetture in pietra, per un periodo minimo di 500 anni. Come noto sarà un borgo altamente tecnologico per l’installazione delle sue piattaforme antisismiche, ma con una profonda valorizzazione dell’antico a partire dalla chiesa di Santa Maria Assunta.

Ci sarà anche un anfiteatro «Il cantiere deve essere da stimolo – ha detto dice Cucinelli – anche per gli attuali proprietari delle case. Un anfiteatro aperto guarderà verso il Vettore e tutto, dalla piazza alla chiesa e fino allo stesso anfiteatro sarà un’armonia tra strutture in pietra, giardini e arredi urbani».

Stessa ispirazione di Solomeo Il progetto, curato dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, è il dono di un’idea che mira all’opera di ricostruzione e riqualificazione del piccolo paese umbro coerentemente con quanto già fatto per Solomeo, restaurato nel borgo e nella periferia, e Norcia, cittadina alla quale l’intera famiglia Cucinelli è particolarmente legata in virtù dello spirito benedettino che da sempre ispira l’operato della casa di moda di Solomeo, dove sono stati eseguiti restauri nella Torre civica, nel Teatro e nel riconsolidamento della Castellina.

Borgo a misura d’uomo Assieme ai suoi familiari e all’amico architetto Massimo de Vico Fallani, Brunello Cucinelli ha tenuto a precisare che l’idea di fondo è stata quella di riproporre alla comunità tutta, nel profondo rispetto del suo genius loci, un borgo a misura d’uomo. Il progetto è il risultato di un lungo e accurato studio svolto sui documenti d’archivio e fisicamente con numerosissimi sopralluoghi sul posto. Tale studio, complessivamente definibile di restauro paesaggistico nel suo più ampio significato di relazione tra natura e artificio, è stato inteso a conoscere il significato storico e artistico del nucleo urbano a confronto con il grandioso scenario naturale di cui è il fulcro, dominato dall’austero profilo del Monte Vettore. Iniziato nel 2017 e interrotto poi per due anni durante la pandemia che ha aggiunto altro dolore al mondo, lo studio è stato ripreso e concluso nello scorso anno.

Cucinelli «Il progetto di idee che intendiamo donare al borgo di Castelluccio come auspicio per una sua ricostruzione racconta molto di quello che è il nostro modo di vivere e di lavorare a Solomeo» ha detto Cucinelli, spiegando che gli interventi sono stati «pensati in armonia con il Creato e sempre tenendo dinanzi ai nostri occhi la priorità del pieno rispetto della dignità dei luoghi. Ho sognato – ha affermato – che Castelluccio possa risorgere nuovamente proprio così com’era prima del terremoto e questa idea che ci siamo impegnati a realizzare è un tributo alla sua straordinaria bellezza, alla sua antica storia, alla sua popolazione silenziosa, laboriosa e dignitosa. Allo stesso tempo il progetto vuole anche essere un dono pensato per un futuro ispirato alla umana sostenibilità così da provare a portare un significativo contribuito di bellezza all’umanità che animerà i secoli a venire».

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