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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 21:38

Cucinelli dice no, Gesenu pronta al sì: i possibili nuovi soci del Post ancora nel pieno della crisi

A 40 giorni dall’assemblea di fine marzo per il museo poche novità positive. Va avanti il progetto del Digipass e del Makers cafè

L'ingresso del Post (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Quaranta giorni dopo l’assemblea di fine marzo al Post, il Museo della scienza di Perugia, la luce in fondo al tunnel pare ancora fioca. L’importante istituzione culturale cittadina sta vivendo da tempo una dura crisi, tanto che da quattro mesi i lavoratori non percepiscono lo stipendio e le aperture sono concentrate solo nei pomeriggi di sabato e domenica. Dopo gli «stati generali» di un mese e mezzo fa i vertici del Post si sono messi alla ricerca di nuovi soci e hanno inviato una lettera a una serie di aziende, partecipate (alcune delle quali avevano manifestato la loro volontà di dare una mano) e istituzioni. In particolare il museo ha bussato alle porte di Gesenu, Gruppo Grifo, Umbra Acque, Afas, Aboca e anche a quelle di Brunello Cucinelli, che però non si è detto disponibile. Quanto agli altri, Gesenu dovrebbe comunicare la propria disponibilità nel giro di dieci giorni, mentre con Afas e Aboca verranno portati avanti dei singoli progetti. Da tutti gli altri per ora (per farsi avanti c’è tempo fino alla fine di maggio) nessuna risposta.

GLI STATI GENERALI DEL POST 

I nodi Al momento dunque una soluzione vera in grado di mettere in sicurezza il Post non c’è. Nessuna buona nuova neppure dal fronte romano: uno dei motivi principali della crisi del museo sta nel ritardo del Ministero dell’Istruzione nell’erogare i fondi relativi al bando del triennio 2018-2020. In passato il Miur ha garantito circa 150 mila euro all’anno ma dalle cifre che circolano in queste ore pare che si vada verso un ridimensionamento significativo del contributo. In via del Melo poi settimane fa si confidava, come emerso in assemblea, sulla possibilità che il consiglio regionale votasse una legge bipartisan per dare qualche certezza al museo ma ora, con l’inchiesta sulla sanità che ha decapitato i vertici di Pd e Regione e la più che probabile conferma delle dimissioni di Catiuscia Marini, Palazzo Cesaroni a breve potrà occuparsi solo degli atti di ordinaria amministrazione, tra i quali non rientra ovviamente la scelta strategica di finanziare il museo.

I MOTIVI DELLA CRISI DEL POST  

Digipass Una novità positiva però c’è e riguarda l’avanzamento del progetto prospettato in assemblea dall’assessore regionale Antonio Bartolini e da quello comunale Michele Fioroni. L’idea è quella di portare in piazza del Melo il Digipass coi suoi servizi e il Makers cafè, pensati in un primo momento per la Nuova Monteluce, dove però gli spazi di Adisu, complici i ritardi, non sono più disponibili. I locali interessati sono quelli dell’Informagiovani e del Post: i Digipass, già aperti in altre città umbre, sono luoghi dove i cittadini, aiutati da personale preparato, possono accedere a una serie di servizi digitali come la prenotazione di una visita a un pagamento online, l’iscrizione dei bambini a scuola e altri servizi privati come l’home banking, l’acquisto di prodotti, la gestione di profili social e così via. Quanto al Makers cafè, si tratta in estrema sintesi di una sorta di piccola ‘officina’ che offre servizi personalizzati per la fabbricazione digitale.

Twitter @DanieleBovi

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