di Daniele Bovi
Segui @DanieleBovi

Una decina di impianti, cementifici ma non solo. Numeri da prendere con cautela ma al centro della ricognizione che palazzo Donini sta conducendo per capire dove sarebbe possibile in Umbria bruciare il cosiddetto Css, il combustibile solido secondario. L’uso del Css infatti, risultato di un processo di trattamento dei rifiuti che grazie al decreto Clini diventano del combustibile, dovrebbe essere al centro dell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti, datato maggio 2009, sul quale la Regione sta lavorando. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio verrà portato in consiglio regionale, probabilmente sotto forma di un’informativa, il documento che dovrà poi essere discusso, in caso modificato e approvato dall’Aula a settembre. Sicuramente la partita politico-economica più importante dei prossimi mesi: da una parte l’ala sinistra della coalizione (il Prc ha già detto no all’uso del Css nei cementifici) che potrebbe alzare barricate, dall’altra le aziende della regione potenzialmente interessate all’uso del Css. In mezzo la necessità della giunta di arrivare alla «chiusura del ciclo».

Centrali e aziende Ai cementifici il decreto Clini consente di sostituire parte dei combustibili fossili usati proprio con il Css per il cui incenerimento le aziende verrebbero pagate. Cementifici ma non solo: in linea teorica possono essere interessate le centrali termoelettriche (Bastardo e Pietrafitta, ma la prima potrebbe anche avviarsi a chiusura), impianti siderurgici (la Tk-Ast) e altri ancora. I vantaggi, sostengono quelli che appoggiano la soluzione, sarebbero molteplici. Alle amministrazioni pubbliche costerebbe meno che «conferire» questi rifiuti in discarica (da qui risparmi in bolletta anche per i cittadini) e le aziende potrebbero ricevere un contributo per smaltirlo risparmiando anche, visto che la parte equivalente del «vecchio» combustibile non verrebbe più acquistata. In caso la strada scelta fosse questa ci sarebbe da rivolvere un altro problema, quello di dove produrre il rifiuto-combustibile (Ponte Rio?). E poi, si ragiona a palazzo Donini la cui ricognizione interessa anche le regioni limitrofe, a che prezzo venderlo?

In discarica il 30% in meno Secondo le stime del direttore dell’Arpa Umbria l’impiego del Css permetterebbe di portare il 30% in meno di rifiuti in discarica, dove andrebbe la frazione a minor potere calorifico (la legge vieterebbe di stiparci quelli con più di 13 mila kilojoule, ma ogni anno c’è una proroga apposita), visto che quella con il maggior potenziale finirebbe proprio per essere Css da gettare nei forni. Stando ai dati forniti la scorsa settimana dalla Regione, nel 2012 sono stati «conferiti» nelle sei discariche 282 mila tonnellate, l’11% in meno rispetto al 2011; nel 2010 erano 368 mila. Non tutto però funziona correttamente dato che gli scarti della differenziazione sono troppi: nel 2012 infatti in discarica sono finite in tutto 330 mila tonnellate.

Il convegno Tutti temi che saranno al centro di un convegno che Confindustria terrà venerdì a Perugia. In particolare si parlerà della «soluzione dei Css» che «paesi europei più virtuosi come Germania, Olanda, Svezia e Austria» dove «i Css – sostiene Confindustria – vengono considerati come la soluzione ideale per chiudere il ciclo dei rifiuti. Ora anche l’Italia si è dotata di ulteriori strumenti normativi, come i decreti Clini, che potrebbero facilitare l’allineamento agli standard dei paesi più avanzati». «I Css – continua la nota degli industriali umbri – si presentano come un possibile contributo alla soluzione della chiusura efficiente e sostenibile del ciclo dei rifiuti, in grado di generare potenziali vantaggi per le pubbliche amministrazioni, per le imprese e per l’ambiente».

I lavori I lavori saranno aperti da Umbro Bernardini, presidente di Confindustria Umbria. Al tavolo Silvano Rometti, Elisabetta Perrotta, direttore Fise Assoambiente che parlerà dei Css, della loro produzione in Italia, dello stato dell’arte e delle prospettive, Daniele Gizzi, responsabile Ambiente Aitec (l’associazione dei cementieri di Confindustria di cui è vicepresidente l’umbro Carlo Colaiacovo) che si soffermerà sull’utilizzo dei Css nell’industria del cemento in Italia e in Europa, Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia che illustrerà l’attivazione della filiera dei Css e Giancarlo Marchetti, direttore tecnico Arpa Umbria che farà il punto sulla gestione dei rifiuti in Umbria.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.