di Mar. Ros.
«I livelli di concentrazione del Cromo esavalente riscontrati a Prisciano, con venti campionamenti, e Borgo Rivo con quindici nel corso del 2016, hanno messo in evidenza valori molto al di sotto di quelli cosiddetti ‘limite’ ma comunque misurabili e, dalle valutazioni di impatto sulla salute, emerge che l’agente inquinante non ha effetti patologici cronici, ma tumorali (per lo più parliamo di tumore ai polmoni). In entrambe le zone della città siamo in situazione di inaccettabilità».
CROMO ESAVALENTE NELLA CONCA: IL PUNTO DI CATERINA AUSTERI
Incidenza tumori A raccontare in questi termini l’esito di uno studio condotto dall’Usl Umbria 2 in collaborazione con Arpa, è Armando Mattioli (del dipartimento Prevenzione) nel corso di un convegno dedicato, nella sede ternana dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Il responsabile dell’unità di progetto ‘Ambiente e salute’, senza voler allarmare nessuno, spiega come i risultati ottenuti siano solamente il frutto di un calcolo matematico che restituisce una stima del numero potenziale di tumori che la presenza di cromo potrebbe provocare e non sono basati su studi epidemiologici. Di fatto il dato reale è questo: «La stima della potenziale incidenza tumorale in zone come Prisciano e Borgo Rivo è superiore al livello di accettabilità, fissato dal decreto legislativo 152 del 2006, per i siti industriali bonificati, ad un caso su 100 mila in 70 anni». Il problema scientifico, strano a dirsi, è che ‘tutto è relativo’. Il dottor Mattioli ha raccontato di aver fatto 10 stime, in relazione a otto diversi organismi scientifici mondiali: «Nessuno fornisce lo stesso dato, quindi quello che posso fornire è un gap dal minimo al massimo di incidenza; a Prisciano, peggiore di Borgo Rivo, si va da meno di un tumore fino a 25 in 70 anni, su 100 mila abitanti». Per un’analisi più approfondita del caso servirebbe uno studio epidemiologico che potrebbe essere effettuato proprio nell’ambito dell’unità di progetto ‘Ambiente e salute’: «I rapporti avviati tra gli enti coinvolti sono buoni, ci sono i presupposti per ragionare insieme. Quello che è fondamentale è che i cittadini capiscano che il valore limite non dice molto sugli agenti inquinanti e che tutto è molto relativo, benvenuti nel mondo dell’incertezza».
Concentrazioni di Cromo non critiche Nel corso del seminario scientifico di giovedì mattina a Terni è stato spiegato come il cromo VI sia presente in natura solo in alcune zone della Penisola. Sulla base di evidenze sperimentali ed epidemiologiche è stato classificato come cancerogeno per l’uomo. La sua tossicologia è abbastanza particolare: viene assorbito attraverso l’apparato respiratorio e attraverso la cute. Nello specifico nel corso dell’incontro i tecnici di Arpa Umbria hanno illustrato i dati della prima campagna sperimentale di monitoraggio per la misura del Cromo esavalente in atmosfera che ha evidenziato come sia rilevabile nella Conca Ternana. La sua origine è senza dubbio legata all’attività siderurgica, ma la problematica del Cromo in aria non è da valutare a sé, ma da includere in un contesto più ampio di polverosità e presenza di metalli nell’atmosfera della Conca. Nell’acqua invece i dati di Arpa Umbria, hanno evidenziato la presenza di Cromo VI nei corpi idrici sotterranei dell’Umbria, anche se in concentrazioni non superiori ai limiti normativi.
Airselfie A fornire una sintesi sulla base degli studi presentati da Paolo Stranieri, Federica Rocchi e Mara Galletti di Arpa Umbria è l’ingegner Caterina Austeri responsabile del progetto Airselfie partito in questi giorni: «Nel corso del 2016 abbiamo svolto come Arpa un monitoraggio innovativo, i risultati ci dicono che la presenza di questo agente in aria è rilevabile ma non in quantità allarmanti. In atmosfera peraltro questo tende a trasformarsi in cromo trivalente, non pericoloso». Alti resterebbero invece i livelli di Pm 2 e 5 che saranno rilevati dai nuovi dispositivi consegnati ai primi Airselfie: «Siamo partiti qualche giorno fa con l’Ordine dei medici con questo progetto che restituirà i dati sull’aria che un cittadino respira nel corso della giornata perché le centraline di rilevamento sono tascabili. Altri venti dispositivi arriveranno a fine mese quindi amplieremo i dati a nostra disposizione. L’app dovrebbe essere realizzata entro marzo o al massimo aprile; a fine anno la versione definitiva».
@martarosati28

L’Austeri fa una grave omissione: il problema del cumulo.Qualunque sostanza tossica pur se sotto il limite giornaliero si accumula nell’organismo e gli effetti si possono immaginare.