truffa anziani

di Anna Gabrielli

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento dei casi di truffe che vanno a colpire volontariamente una categoria ben precisa della popolazione: gli anziani e i soggetti più fragili. Oltre a queste specifiche casistiche si tratta di un fenomeno che può potenzialmente ledere a prescindere dall’età. É proprio di fronte a questa crescita che Spi Cgil dell’Alto Tevere ha dato vita ad un incontro pubblico di prevenzione tenutosi presso il Museo del tabacco di San Giustino lo scorso 12 maggio.

Le casistiche Spi – sindacato pensionati italiani – della sezione Alto Tevere, in sinergia con altri enti, si é misurato in questo appuntamento con un fenomeno sempre più nocivo e frequente. Le truffe si sono ormai trasformate in un fatto quotidiano, da cui nessuno sembra essere ormai esente. É quindi necessario poter fornire all’intera cittadinanza le indicazioni fondamentali per poter riconoscere queste tipologie di raggiri e denunciare immediatamente l’accaduto. Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori Perugia , ha delineato una panoramica di quelli che sono i principali casi di truffe. I primi soggetti ad esserne colpiti sono tendenzialmente le persone anziane, che vengono spesso raggirate con incontri fraudolenti porta a porta o con telefonate in cui si dichiara un incedente o un altro fatto grave relativo a un parente e per la cui risoluzione si presenterà un avvocato a ritirare una certa somma di denaro. Esiste tuttavia un così ampio spettro di casistiche tale da poter irretire nella trappola delle truffe anche soggetti più giovani.

Le truffe figitali Molto frequenti al momento sono fasulle telefonate da parte dell’Agenzia delle entrate che richiedono il versamento di quote che risultano essere credibili perché non sono importi spropositati. Il pagamento viene richiesto attraverso una mail con la quale i truffatori rubano anche l’identità del malcapitato. Spesso questi dati vengono utilizzati poi per aprire conti correnti all’estero con transazioni internazionali. Tra gli episodi più ricorrenti vengono riscontrati anche i contratti fraudolenti stipulati con agenzie fantasma che si presentano inizialmente come più convenienti e che vengono avviati con una “firma digitale”. Con l’avvento dell’era digitale si sono aggiunte altre potenziali occasioni di truffe online: truffe amorose che avvengono nei siti di incontri, altre invece che si consumano nel mondo dei social, dello shopping sul web oppure tramite telefonate o messaggi spam.

Risposta alle truffe Libero Luchini, segretario generale del sindacato di polizia, ha poi illustrato come è opportuno rispondere a un tentativo di truffa. «Ci sono delle indicazioni che se tenute ben presenti posso rivelarsi utili. Una assolutamente preliminare è tenere a mente che le forze dell’ordine, spesso simulate dai truffatori, non prendono mai somme di denaro né in contanti né come valore attribuito ad averi preziosi. La tempestività può fare la differenza, mettendo velocemente fine alla conversazione telefonica e contattando le forze dell’ordine preposte». Inoltre, il segretario ha ricordato che le sanzioni per i truffatori con il nuovo decreto sicurezza sono diventate recentemente più severe: è prevista la detenzione dai due ai sei anni per chi esercita truffe su persone fragili.

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