Si è concluso l’annuale campo di ricerca della scuola di paleoantropologia dell’Università di Perugia in Tanzania, nella Gola di Olduvai, sito d’interesse internazionale per lo studio dei primi passi dell’evoluzione umana. Quest’anno, per la prima volta, la missione ha ottenuto il supporto del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, entrando a far parte della lista di missioni archeologiche, antropologiche, etnografiche all’estero ufficialmente riconosciute.
I particolari Sotto la guida di Marco Cherin (paleontologo, dipartimento di Fisica e geologia) e Angelo Barili (naturalista, Galleria di storia naturale di Casalina), con la collaborazione di Giorgio Manzi (paleoantropologo, Sapienza Università di Roma) e di Fidelis Masao (archeologo, University of Dar es Saalam), il gruppo di studenti della scuola ha raccolto e catalogato reperti fossili di valore scientifico, che sono entrati a far parte del patrimonio di scoperte dell’Upop (University of Perugia Olduvai project). Fra i reperti di maggior interesse spiccano quest’anno un cranio di coccodrillo – il primo a Olduvai! – datato a circa un milione e ottocentomila anni (ora ad Arusha, oggetto di opera di restauro) e un frammento di mandibola di caracal, un felino di media taglia segnalato per la prima volta a Olduvai dal team italo-tanzaniano.
