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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 00:26

Covid, zona rossa la provincia di Perugia e sei comuni del Ternano: chiuse tutte le scuole

Da lunedì per due settimane. Stop nidi e materne. Prefetto: «Più controlli». Anche Draghi in lockdown Record di ricoverati

I comuni in zona rossa

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Una zona rossa “rafforzata” che copre 65 comuni: tutta la provincia di Perugia e sei di quella di Terni (Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, San Venanzo, Lugnano in Teverina e Montegabbione). Scatterà da lunedì per una durata di due settimane (dall’8 al 21). Per tutto il restante territorio regionale rimangono in vigore i provvedimenti previsti per la fascia arancione, ai quali si aggiungono i provvedimenti in ambito sportivo, che valgono per tutta la regione, successivamente specificati.

LUGNANO PROTESTA: SIAMO ‘COVID FREE’
L’ORDINANZA

L’ordinanza La decisione presa dalla Regione è stata comunicata ai sindaci nel corso della riunione del Cor di sabato pomeriggio «alla luce dell’aumento del numero di casi Covid in alcuni territori umbri, nonché l’accertata circolazione nel territorio regionale di due varianti del virus». La scelta arriva «sentito il parere del Comitato tecnico scientifico regionale e nazionale e seguendo anche le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità previste per questa tipologia di casi, a seguito dell’interlocuzione con il Ministro della Salute». In particolare ha pesato la conferma della circolazione in Umbria delle varianti inglese (18 campioni sequenziati provenienti da Perugino, Bastia, Trasimeno) e brasiliana (12 campioni la gran parte dei quali da cluster interni all’ospedale di Perugia).

RECORD DI RICOVERATI: TUTTI I NUMERI

Regole Cosa succederà nei Comuni oggetto dell’ordinanza? Come è stato spiegato nella conferenza stampa di venerdì, il riferimento normativo è il dpcm del 14 gennaio scorso che prevede, tra le altre cose, spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità, chiusura di negozi, centri commerciali, mercati, bar, ristoranti, centri estetici, musei, teatri, cinema, palestre, piscine e centri sportivi, mentre parrucchieri e barbieri potranno lavorare. Disposto il divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico, per l’intera giornata; il divieto di distribuzione di alimenti e bevande, mediante sistemi automatici (distributori automatici), che affacciano nelle pubbliche vie per l’intera giornata; il divieto di svolgimento delle attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi ed aree verdi, nonché il divieto di utilizzo delle aree gioco dei medesimi. Vietate inoltre le attività ludiche e ricreative, compresi corsi individuali. Infine, non sono consentite le attività venatorie.

SANITA’: SINDACATI, POCHE ASSUNZIONI

Scuola: chiudono tutte Per quanto riguarda le scuole, la decisione finale è stata di chiuderle tutte, di ogni ordine e grado. In prima battuta si era pensato alla didattica a distanza dalle elementari in su ma poi ha prevalso la linea restrittiva dettata dai dati che indicano una diffusione elevata della variante inglese tra i più piccoli. Dunque chiuse per due settimane anche Scuole dell’Infanzia e asili nido pubblici e privati. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

CLUSTER NELLE SCUOLE: DATI AGGIORNATI

Stop sport Per tutto il territorio regionale, invece (quindi anche nei comuni in zona arancione), sono sospese le attività di gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Coni, dal Comitato italiano paralimpico e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di squadra e di contatto nonché lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale sia al chiuso che in spazi aperti, per gli atleti che militano nelle società e nelle associazioni dilettantistiche ed amatoriali degli sport di squadra e di contatto (nelle zone a maggiore restrizione – i comuni dunque sopra indicati – sono vietati allenamenti e preparazione anche per gli sport le cui attività di gare e competizioni siano temporaneamente sospese in base ai provvedimenti e disposizioni delle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva).

Prefetto: più controlli «Saremo al fianco dei sindaci per garantire la massima vigilanza nel rispetto delle restrizioni decise dalla Regione Umbria per contenere la diffusione del virus nei territori con i più alti tassi di contagio». Così il prefetto di Perugia, Armando Gradone a conclusione del vertice con le forze di polizia per concordare le linee di indirizzo dopo la forte richiesta di intensificare i controlli da parte dei sindaci. «Nella lotta al virus – ha aggiunto il prefetto – resta in ogni caso fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno nel mantenere comportamenti improntati al puntuale rispetto delle prescrizioni stabilite dalle autorità competenti».

Draghi in zona rossa Una curiosità è che anche il premier incaricato Mario Draghi, che dimora in questi giorni nella sua villa di Città della Pieve, si troverà in zona rossa. Lunedì, dunque, si muoverà verso Roma giustificato da “motivi lavorativi”.

Incidenza settimanale di nuovi casi ogni 100 mila abitanti:

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