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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 15:57

Covid, Rt si riavvicina a 1: «Assembramenti tifosi preoccupanti, un freno a riconversione ospedali»

La Regione invita alla responsabilità. Focolai nel Folignate. L’allerta: «Omertà nel segnalare i positivi». Coletto: «Riapriamo Rsa a visite»

Foto Karen Righi

di Iv. Por.

La curva del contagio arresta la sua discesa e l’Rt torna vicino a uno. In dettaglio, l’indice di replicabilità del virus degli ultimi 15 giorni in Umbria è a 0,97 (quello italiano a 0,88). Fenomeno prevedibile con il calare dei casi. Ma c’è il monito del direttore della Sanità regionale, Massimo Braganti: «Ho visto giovani in piazza senza mascherina, gli assembramenti dei tifosi del fine settimana scorsa di cui vedremo gli effetti tra 10-15 giorni e che dobbiamo considerare nella gradualità della riconversione dei reparti ospedalieri. Ci vuole responsabilità, si può godere del bel tempo e della libertà rispettando le regole». Intanto ci si avvia a riaprire alle visite nelle Rsa.

Allarme Foligno Il punto settimanale sull’emergenza Covid indica una curva la cui discesa si è fermata da diversi giorni. «La situazione dell’Umbria è molto migliore di quella nazionale – ha sottolineato Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale -. L’incidenza settimanale di nuovi casi è di 74,47 su 100 mila abitanti, quasi identica nelle due province. Tutti i distretti sono sotto 150, ma c’è una ripresa a Foligno (145) e Altotevere (108) con segnalazioni di cluster nella vicina Toscana. In una settimana i casi sono raddoppiati a Foligno, tutti nella fascia 0-18 anni che poi ha generato cluster familiari. Tra i comuni con oltre 5 mila abitanti, comunque, solo Montefalco è con incidenza sopra 250».

Omertà Rispetto alle fasce d’età, anche qui emerge una risalita tra i giovani, nello specifico quella 19-24, mentre 70enni e over 80 sono sotto media, forse per i primi effetti della vaccinazione, oltre che per uno stile di vita meno “sociale”. Scendono ancora ricoverati, terapie intensive e decessi, ma viene segnalata anche una certa «omertà nel segnalare i positivi, è un fenomeno che monitoriamo con i dati sui casi che si aggravano». Rispetto alla mortalità, la dottoressa Carla Bietta ha anche spiegato come un focus sul 2020 con i dati del sistema tessera sanitaria mostri un picco di aumento a novembre (+47,4%) e dicembre, specie sugli uomini «compatibile con i decessi ufficiali Covid: non emergono elementi che lascino ipotizzare ulteriore impatto cioè a difficoltà accesso servizi sanitari».

Il monito di Braganti Sulla situazione in generale così descritta è arrivato il monito del direttore Braganti: «Le previsioni per il fine settimana danno belle giornate e ciò desta qualche preoccupazione visto quanto successo lo scorso weekend. Il mio invito è tenere comportamenti prudenti. Siamo in situazione buona ma con assembramenti e varianti si può avere un peggioramento. Abbiamo visto regioni passare da bianche a rosse in poche giorni, il contagio non è a zero e le varianti possono accelerare il contagio. Anche la riapertura dei reparti ospedalieri e il recupero delle prestazioni, su cui è in corso una programmazione, deve considerare possibili ricadute degli assembramenti della settimana scorsa, che vedremo in 10-15 giorni. Per cui godete del bel tempo, ma con attenzione e responsabilità».

Parenti nelle Rsa Invece un segnale di ritorno alla normalità arriva dall’assessore Luca Coletto, che annuncia come, dopo il via libera della conferenza Stato-Regioni, stia per arrivare una ordinanza sulla riapertura alle visite dei parenti nelle Rsa: «Ci saranno delle regole ma è un atto dovuto per gli anziani e per i figli e nipoti».

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