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venerdì 27 gennaio - Aggiornato alle 15:24

Covid, in Umbria sette ricoveri in più: «Prevalenza quasi totale della variante Delta»

Nei reparti 53 persone, sempre quattro in terapia intensiva. L’analisi settimanale dei dati: «Il 62% dei nuovi contagiati non era vaccinato»

La Microbiologia di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Torna sui livelli di inizio giugno il numero dei ricoverati in Umbria a causa del nuovo coronavirus. Secondo l’ultimo bollettino della Regione sono 53, sette in più rispetto alle 24 ore precedenti, le persone ricoverate nei reparti, delle quali sempre quattro in terapia intensiva; in particolare, 27 si trovano all’ospedale di Perugia e 26 in quello di Terni. Stando ai dati di Agenas aggiornati a mercoledì, l’occupazione dei posti letto di area non critica si attesta al 6% (-1%) mentre quella delle terapie intensive rimane ferma al 4%. Percentuali da monitorare dato che superando la soglia del 15% per l’area medica e del 10% per le intensive, scatterebbe la zona gialla.

I dati In discesa invece il numero degli attualmente positivi (da 2.105 a 2.086), con 104 nuovi casi nell’ultima giornata trovati analizzando 1.892 tamponi molecolari (3.503 i test antigenici eseguiti), con un tasso di positività che – considerando i soli molecolari – si attesta al 5,5%. Invariato rimane il numero dei decessi, fermi a 1.426, mentre quello dei guariti passa da 56.890 a 57.013. Poco più di duemila, infine (2.033), le persone in isolamento contumaciale.

L’analisi Allargando l’analisi all’ultima settimana, il nucleo epidemiologico regionale sottolinea l’aumento dell’incidenza settimanale dei casi, anche se «negli ultimi giorni questa tendenza si è notevolmente attenuata». In particolare l’incidenza si mantiene a 93 casi ogni 100 mila abitanti, con i contagi prevalentemente concentrati nella fascia d’età fra i 14 e i 24 anni e un leggero aumento in quelle tra 6 e 13 e tra 25 e 44 anni. Il sequenziamento genomico inoltre ha messo in evidenza una prevalenza quasi totale della variante Delta (97%) che ha una capacità di infezione molto alta con un valore R0 compreso tra 6 e 8».

I vaccini «Il fatto che non ci sia, al momento, una crescita esponenziale repentina dei casi e che il rapporto tra i casi e gli indicatori di gravità si sia molto ridotto – spiega la Regione – fa ragionevolmente pensare che la vaccinazione, ormai consistente su gran parte della popolazione vaccinabile, rallenti fortemente sia la diffusione ma soprattutto la gravità della malattia». A testimonianza di ciò il fatto che, dal 9 al 15 agosto, il 62% dei contagiati non fosse vaccinato, mentre il 18% aveva ricevuto una sola dose e il 3% anche la seconda, ma da meno di 15 giorni.

IN UMBRIA DUE VACCINE DAY PER I 12-18ENNI

Vaccinato l’80% Venendo ai numeri delle vaccinazioni, l’80% della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno una dose o si è prenotata: circa 609 mila vaccinati, 20 mila prenotati e 154 mila cittadini che ancora non hanno aderito. «L’impegno per la vaccinazione dei soggetti più giovani – dice la Regione – ha portato a un importante incremento dei vaccinati e dei prenotati: il 74% dei giovani tra i 20 e i 29 anni ha ricevuto almeno una dose o si è prenotato (circa 53 mila vaccinati e oltre 4.700 prenotati) mentre tra i 12 e i 19 anni si sono vaccinati o prenotati il 54% del totale (circa 29.600 vaccinati con almeno una dose e quasi 6 mila prenotati). In quest’ultima fascia d’età si registra una maggiore adesione nei giovani delle scuole superiori, circa il 70% tra i 15 e i 19 anni mentre sono poco più del 18% i dodicenni vaccinati o prenotati». Per spingere ancora di più su questo fronte, il 22 e il 29 agosto si terranno due vaccine day dedicati alla fascia d’età fra i 12 e i 18 anni.

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