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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 05:24

Covid, in Umbria individuati tamponi con variante Omicron

Novità anche per le scuole. I sospetti degli esperti perugini che avevano individuato molecole indicative sono stati confermati. 

La Microbiologia di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

Sono risultati tutti collegati alla variante Omicron, identificata per la prima volta il 26 novembre in Sudafrica e in Botswana, i venti campioni fatti sequenziare dalla Regione nelle scorse ore. Stando a quanto appreso da Umbria24, da ora nelle scuole una classe sarà posta in quarantena anche con un solo caso di positività. Secondo l’ultimo bollettino della Regione, nelle ultime 24 ore sono stati quasi 500 i casi registrati in Umbria.

SOSPETTI CONFERMATI

Quanto è emerso I sospetti degli esperti perugini, impegnati sull’analisi dei tamponi hanno trovato conferma nell’approfondimento attraverso il sequenziamento. Come anticipato da Umbria24 martedì mattina, ad alzare la soglia d’attenzione degli addetti ai lavori, è stata la presenza di alcune molecole in diversi campioni analizzati negli ultimi giorni. Gli esperti non riuscivano a individuare ragioni maggiormente convincenti di quella di una presenza della variante Omicron, sull’innalzamento esponenziale dei contagi, in presenza di vaccinati all’87% sul territorio regionale. Ora c’è la conferma della presenza della variante Omicron che, come è noto, è caratterizzata da una alta capacità di contagio e una ridotta virulenza, riuscendo tuttavia a ‘bucare’ in alcuni casi anche i vaccinati. Resta da stabilire in che misura è attualmente presente in Umbria. Va compresa anche la sua convivenza con la variante Delta e la sua capacità di avanzamento, ovvero se tende a diventare prevalente in breve tempo.

Le contromisure E’ ovvio che una simile conferma spinge le autorità sanitarie a una serie di scelte che tengano conto delle caratteristiche di questa variante, prima tra tutte la velocità di contagio. Che, tradotto, significa intervenire sulla tempestività piuttosto che sul tracciamento. Infatti il rischio è quello di intervenire quando il contagio ha già prodotto gli effetti indesiderati, tenuto conto della ridotta sintomatologia e di asintomatici. Anche in quest’ottica potrebbe essere interpretata la misura decisa dalla cabina di regia della Regione Umbria, ovvero di attivare le quarantene al primo positivo in classe, a scuola, e non più al terzo, come in precedenza. Anche su questo il Cts ha dato indicazioni alla dirigenza sanitaria, oltre che sulle restrizioni ai grandi eventi e sulla vaccinazione per terze e prime dosi che rischiano di essere travolte dalla nuova variante.

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