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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 00:20

Covid, in Umbria in 15 giorni incidenza dimezzata. «Fesseria vaccinare giovani con AstraZeneca o J&J»

Il punto sull’andamento dell’epidemia: in due settimane da 31 casi ogni 100 mila abitanti a 16. «Curva in forte discesa»

La Microbiologia di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

L’incidenza dei casi di nuovo coronavirus in Umbria si è dimezzato nelle ultime due settimane. A spiegarlo, giovedì durante la conferenza stampa settimanale sull’andamento dell’emergenza sanitaria e della campagna vaccinale, è stato il nucleo epidemiologico regionale. Dagli oltre 31 casi di due settimane fa si è passati a 16 in un quadro caratterizzato da un costante miglioramento. La curva epidemiologica infatti «continua la propria forte discesa», con un indice Rt pari a 0,72 a fronte dello 0,68 nazionale; numeri ritenuti confortanti dato che con incidenze così basse l’Rt tende a essere intorno a uno.

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I giovani Ed è proprio tenendo conto di questa situazione che il dottor Marco Cristofori, componente del nucleo epidemiologico, ha definito «una fesseria» il vaccinare i ragazzi con vaccini che non siano Pfizer o Moderna: «Che senso ha – ha detto riferendosi anche al caso della 18enne colpita da una trombosi – rischiare di vaccinare i ragazzini con AstraZeneca o Johnson&Johnson? Magari si vaccinano fuori regione ma lo fanno male correndo dei rischi». Sullo stesso punto è intervenuto anche l’assessore alla Sanità Luca Coletto: «Ci sono state polemiche – ha detto ancora Coletto – perché l’Umbria ‘si lascia sfuggire’ giovani che vanno a farsi vaccinare nel Lazio. La realtà è che sono intervenuti i tecnici dicendo che quelle fatte ai giovani con AstraZeneca sono sconsigliate. Noi abbiamo sempre rispettato protocolli e indicazioni».

I dati Tornando all’andamento dell’epidemia, Cristofori ha spiegato che «siamo arrivati a livelli veramente bassi di incidenza perché le misure adottate e il monitoraggio capillare fatto comune per comune, hanno permesso di identificare sempre qualsiasi piccola anomalia. Andando avanti così possiamo ancora continuare a diminuire l’incidenza. Questo ci fa ben sperare». Quanto alla situazione nei distretti, tutti si trovano sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti a parte l’Alto Tevere, comunque passato da 116 a 60 nel giro di una settimana. Il rapporto fra tamponi e positivi si attesta poi a 1,53, «il dato più basso in Italia Veneto a parte».

Le fasce d’età Gli attualmente positivi sono in ulteriore diminuzione, attestandosi a quota 1.140, e in flessione sono anche i ricoveri (da 47 a 42). Guardando all’incidenza per fasce d’età, si nota in particolare una riduzione in quella 0-18, quella meno coinvolta nella campagna vaccinale e che quindi presentava dati più alti nelle ultime settimane; in costante calo anche l’incidenza per le fasce dai 19 ai 69 anni e in quella degli ultra 70enni. Guardando, infine, al numero delle persone in isolamento, in termini percentuali si tratta soprattutto di familiari (oltre il 40%), dei contatti stretti (oltre il 30%) e di persone rientrate da una zona rossa (20%).

Twitter @DanieleBovi

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