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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 06:58

Dopo un mese in Umbria lieve calo degli attualmente positivi. Green pass, chiesti chiarimenti

Nelle ultime 24 ore si è passati da 2.129 a 2.122. Stabile il numero dei ricoveri, decessi fermi a quota 1.426. Sul certificato verde la Regione scrive ad Aifa

La Microbiologia di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

Dopo quasi un mese di crescita ininterrotta nelle ultime 24 ore il numero degli attualmente positivi in Umbria mostra una lieve flessione. Secondo l’ultimo bollettino della Regione, infatti, da 2.129 si è passati a 2.122; un trend che, ovviamente, dovrà essere confermato dai dati dei prossimi giorni. Nelle ultime 24 ore invece sono stati registrati 139 nuovi contagi contro i 142 delle 24 ore precedenti. I casi sono stati trovati analizzando 2.261 tamponi, con un tasso di positività che si attesta quindi al 6,1%.

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Il bollettino Stabile, invece, rimane il numero delle persone ricoverate: 31 in tutto, delle quali sempre una in terapia intensiva; in particolare, 17 si trovano al Santa Maria della misericordia di Perugia e 14 all’ospedale di Terni. Dopo i due decessi registrati tra lunedì e martedì (in entrambi i casi si trattava di ultra 70enni con gravi patologie), non ci sono variazioni, con il totale che rimane a quota 1.426. Infine, i guariti sono 145 mentre in lieve diminuzione è il numero delle persone in isolamento (da 2.098 a 2.091).

La mappa Dove sono i positivi In Umbria si contano 2.122 (+139) di cui provenienti da Perugia 422 (+21), Terni 329 (+19), Fuori Regione 160 (+12), Città di Castello 135 (+8), Gubbio 73 (+2), Foligno 70 (+12), Corciano 66 (+2), Spoleto 63 (+5), Castiglione del Lago 58 (+5), Assisi 51 (+4), Magione 49 (+1), Marsciano 45, Orvieto 40 (+2), Bastia Umbra 36 (+5), Umbertide 34, San Giustino 34 (+2), Todi 27, Narni 26 (+1), Passignano sul Trasimeno 23 (+2), Citerna 21 (+4), Gualdo Tadino 20, Deruta 19, Arrone 15 (+3), Tuoro sul Trasimeno 15 (+2), Città della Pieve 14 (+1), Piegaro 14 (+1), Panicale 14 (+3), Gualdo Cattaneo 12, San Gemini 12 (+1), Amelia 12 (+3), Torgiano 12 (+2), Spello 11 (+1), San Gemini 11 (+2), Attigliano 10, Acquasparta 10, Trevi 10 (+1), Alviano 9, Stroncone 8, Cascia 7, Avigliano Umbro 7 (+1), Montefranco 7, Baschi 7, Fossato di Vico 6, Collazzone 6, Cannara 6 (+2), Ferentillo 6, Castel Viscardo 6, Calvi dell’Umbria 6, Campello sul Clitunno 5 (+1), Montecastrilli 5 (+3), Giano dell’Umbria 5 (+1), Norcia 5 (+1), Monte Castello di Vibio 5, Bettona 4 (+3), Porano 4, Monteleone d’Orvieto 4, Valfabbrica 4, Fratta Todina 3, Bevagna 3, Montefalco 3, Costacciaro 2, San Venanzo 2, Montegabbione 2, Guardea 2, Ficulle 2, Valtopina 2, Sellano 2 (+1), Nocera Umbra 2, Montone 2, Monte Santa Maria Tiberina 2, Castel Ritaldi 1, Otricoli 1, Montecchio 1, Giove 1, Scheggia e Pascelupo 1, Sant’Anatolia di Narco 1 (+1), Preci 1, Massa Martana 1, Lisciano Niccone 1. Covid free Cerreto di Spoleto, Ospedale di Trevi, Polino, Penna in Teverina, Parrano, Lugnano in Teverina, Fabro, Castel Giorgio, Allerona, Vallo di Nera, Sigillo, Scheggino, Poggiodomo, Pietralunga, Paciano e Monteleone di Spoleto.

Green pass Intanto la Regione ha chiesto al ministero della Salute «indicazioni chiare» sul green pass per le persone contagiate dopo la prima dose. La richiesta, spiega l’assessore alla Sanità Luca Coletto, è stata fatta «per risolvere dal punto di vista regolatorio e informatico le problematiche che coinvolgono numerosi cittadini, fra i quali molti operatori sanitari». «La Regione – aggiunge – ha ben presenti i disagi e il disappunto di quanti hanno contratto il coronavirus dopo la prima dose di un qualsiasi vaccino anti Covid a due dosi, per i quali è previsto il rilascio del green pass con validità solo per i successivi sei mesi dall’avvenuta guarigione, per una durata dunque inferiore rispetto a quella di nove mesi riconosciuta per un ciclo vaccinale completo».

Contraddizioni Una situazione che «risulta in contraddizione con quanto asserito dall’Agenzia italiana del farmaco, in un documento in cui si afferma che non è indicato somministrare la seconda dose vaccinale a chi ha contratto il Covid. Dunque, per Aifa, l’infezione equivarrebbe a una dose di richiamo del vaccino stesso. In assenza di indicazioni chiare – conclude Coletto – la scelta di risolvere in modo unilaterale la questione con la somministrazione di una seconda dose di vaccino è inappropriata e andrebbe oltretutto a incidere sulle scorte di vaccini da destinare agli umbri non ancora vaccinati».

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