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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 14:42

Covid, in Umbria discesa del contagio sempre più lenta. Età media si abbassa a 40 anni

L’analisi del nucleo epidemiologico regionale: Rt a 0,83 e dati in miglioramento nei distretti

La microbiologia di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

È una «discesa molto molto lenta» quella della curva del contagio in Umbria. A spiegarlo, venerdì durante la conferenza stampa settimanale sull’andamento dell’emergenza sanitaria, sono stati i tecnici del nucleo epidemiologico regionale. Una discesa «che diventa sempre più lenta» ha detto Marco Cristofori, con un Rt che si attesta 0,80, appena al di sotto della media nazionale (0,83). Il fatto che l’indice di replicazione sia sotto uno e che, nonostante le riaperture, non si registrino impennate dei casi sono elementi che vengono ovviamente visti come rassicuranti.

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Lenta discesa Per quanto riguarda l’incidenza di casi ogni 100 mila abitanti, anche in questo caso si registra un calo fino a quota 71, con una differenza tra la provincia di Perugia (65) e quella di Terni (86) e piccole oscillazioni rispetto alla settimana precedente. Dati in miglioramento anche nei diversi distretti, tutti o quasi con un incidenza sotto i 100 casi ogni 100 mila abitanti (unica eccezione è l’Alto Tevere con 108). Montefalco rimane l’unico comune con un valore molto alto (oltre 300) collegato a cluster localizzati e identificati.

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I numeri «Lentissima» viene definita anche la discesa del numero degli attualmente positivi, ora a quota 2.542 dopo il picco di oltre 8.500 di metà febbraio, con una prevalenza di positivi ogni 100 mila abitanti (305) che colloca l’Umbria tra le regioni con i valori migliori (in testa c’è la Campania con 1.458). In calo anche il rapporto tra positivi e tamponi (4,55), «sintomo che il territorio – ha sottolineato Carla Bietta – mantiene la propria capacità di trattamento». Passando alle fasce d’età, si nota l’effetto della campagna vaccinale: l’incidenza rimane più alta della media fra i più giovani (0-18 e fino a 24 anni), mentre per gli ultra 80enni i valori sono più bassi grazie al vaccino.

Età e ricoveri Da notare, inoltre, come si sia costantemente abbassata l’età media delle persone positive, passata dai quasi 50 anni di novembre ai poco più di 40 di maggio. Tendenza alla riduzione anche per i ricoveri, sia per quelli ordinari (125) che per le terapie intensive (21), così come per i decessi che, come noto, sono l’ultimo indicatore a muoversi. Per quanto riguarda infine i colori delle regioni, nessuna è classificata a rischio alto: l’Umbria è tra le quattro a rischio moderato insieme a Calabria, Lombardia e Toscana.

Twitter @DanieleBovi

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