Il reparto di terapia intensiva di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Tocca quota 286 in Umbria il numero dei ricoveri Covid. Secondo l’ultimo bollettino della Regione si tratta di cinque in più rispetto alla precedente rilevazione; in particolare, 164 persone sono ricoverati in area medica e 118 in altri reparti, mentre i posti occupati in terapia intensiva sono quattro. Quanto ai casi giornalieri per il quarto giorno di fila si registra una diminuzione: in tutto sono 1.206, trovati analizzando 599 tamponi molecolari e 4.630 test rapidi antigenici, per un tasso di positività sul totale pari al 23,06 per cento. I guariti sono invece 1.634, per un numero di attualmente positivi pari a 22.469. Per quanto riguarda infine i decessi sono quattro in più, per un totale di 1.926 dall’inizio dell’emergenza.

Sottostima Numeri, almeno per quanto riguarda i casi, da prendere con le molle. Nelle scorse ore l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato il «Report esteso su Covid-19: sorveglianza, impatto delle infezioni ed efficacia vaccinale», dal quale emerge che «in questa fase, caratterizzata dalla circolazione di varianti altamente trasmissibili, è verosimile che ci sia stato anche un aumento della quota di persone che hanno avuto un’infezione non notificata ai sistemi di sorveglianza per motivi legati sia alla mancata diagnosi che alla ‘autodiagnosi’. Questo fenomeno potrebbe portare alla sottostima del tasso di incidenza, e quindi del rischio relativo, e dell’efficacia vaccinale». E a proposito di reiezioni, a livello nazionale nell’ultima settimana la percentuale sul totale dei casi è aumentati del 12 per cento (+0,3 per cento rispetto alla precedente rilevazione).

Il report L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021 (data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron), evidenzia un aumento del rischio relativo aggiustato di reinfezione nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi. In quest’ultimo caso ciò può essere dovuto «alla maggior presenza di donne in ambito scolastico, (superiore all’80 per cento) dove viene effettuata – sottolinea l’Iss – una intensa attività di screening e al fatto che le donne svolgono più spesso la funzione di caregiver in ambito famigliare». Rischio più elevato anche per i più giovani verosimilmente «attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età sopra i 60 anni».

I numeri L’Iss nota poi che fra i ricoverati i non vaccinati risultano essere almeno il triplo (3,5 volte più numerosi rispetto a chi ha fatto la terza e la quarta dose del vaccino) e, sempre fra i non vaccinati, i decessi sono almeno il quadruplo rispetto a chi ha fatto il vaccino. Nel prevenire il contagio il vaccino ha un’efficacia del 36 per cento entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, del 27 per cento tra i 91 e 120 giorni, e del 45 per cento oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale o pari al 48 per cento nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster. Le percentuali salgono invece nel prevenire i casi di malattia severa: pari a 67 per cento nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 68 per cento nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 70 per cento nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni e pari al 85 per cento nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva o booster.

L’incidenza Tornando ai dati che riguardano l’Umbria, nel report dell’Istituto si spiega che nella settimana tra l’11 e il 17 luglio il tasso di incidenza ogni 100 mila abitanti è stato pari a 1.387, in netto calo rispetto al 2.779 della settimana precedente. Dall’inizio dell’emergenza invece in Umbria è stato registrato un numero totale di casi pari a 345.695, per un’incidenza cumulativa (sempre ogni 100 mila abitanti) pari a 40.217, superiore alla media nazionale (34.622).

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