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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 15:57

Covid, curva in discesa «lenta e variante Inglese prevalente»: opzione scuole chiuse e micro zone rosse

Bacchetta: «Verso proroga chiusura». Preoccupano 149 infezioni dopo seconda dose vaccino. Indiscrezioni da Cts

©Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Una curva in discesa costante ma lenta. E questo, stando a quanto afferma il direttore della Sanità regionale Claudio Dario, «invita alla massima cautela per qualsiasi riapertura». In primis quella delle scuole. Anche perché, sempre a quanto dice Dario nel briefing settimanale sull’emergenza, la variante Inglese sta scalzando tutte le altre e questa è molto più infettiva e colpisce molto le fasce di popolazione più giovani. L’assessore alla Sanità, Luca Coletto, intanto rivendica: «I provvedimenti presi ci stanno dando ragione, l’inversione di tendenza c’è e ci rassicura e ci sta portando dentro un porto sicuro, a cui arriveremo però solo grazie alle vaccinazioni».

VACCINI: LA SITUAZIONE IN UMBRIA

Scuola: riapertura a rischio Nel pomeriggio di giovedì si è svolta una riunione del Comitato tecnico scientifico regionale durante la quale è stato preso in esame il nuovo Dpcm. Da quanto appreso da fonti vicine al Cts una delle opzioni prese in esame in queste ore è quella di continuare, sostanzialmente, con le restrizioni attuali per le scuole, ovvero tenere aperto soltanto per gli asili nido. Inoltre considerare la possibilità di nuove circoscritte zone rosse in alcuni comuni nei quali si sta registrando una impennata del contagio. Decisione che, se confermata, sarebbe in linea con i nuovi indirizzi del Governo Draghi.

Numeri e interpretazioni Il Dpcm precede che la scuola può essere chiusa dalle Regioni, anche fuori le zone rosse, in caso di incidenza oltre i 250 nuovi casi ogni 100 mila abitanti in 7 giorni oppure in caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico in relazione alle varianti. Una formulazione da un lato precisa, dall’altro parecchio interpretabile. Ad oggi almeno, a Perugia città, non ci sarebbero i numeri per tenere le scuole chiuse. Dario sottolinea come «la curva sta scendendo molto lentamente  e questo implica grande attenzione per qualsiasi tipo di riapertura. Per di più, come stiamo studiando insieme all’Iss, è in atto una trasformazione biologica e epidemiologica delle varianti: sembra avanzare in modo spinto quella Inglese che è più contagiosa e colpisce di più i giovani. Valuteremo questo in contesto del Cts, certo che cautela è d’obbligo in questa situazione. Specie in un contesto italiano che purtroppo sta peggiorando».

TASSO OGNI 100.000 ABITANTI COMUNE PER COMUNE

Città di Castello: verso proroga chiusura E il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, anticipa la convinzione che «si andrà verso la proroga di un’altra settimana della chiusura delle scuole. Siamo in attesa delle decisioni del Comitato Tecnico Scientifico e della Regione, ma mi pare che non ci siano le condizioni per la riapertura in questa fase», ha aggiunto Bacchetta, riferendo dell’iniziativa dell’amministrazione «finalizzata a ottenere nel frattempo la vaccinazione degli operatori dei nidi comunali. Abbiamo già provveduto a chiederlo, perché la riapertura di questi servizi non può che avvenire in piena sicurezza», ha chiarito il primo cittadino.

Varianti e infezioni ai vaccinati Le varianti implicano anche l’innalzare dell’attenzione su quanto possano pesare sulla campagna di vaccinazione. Finora, è stato sottolineato, ci sono state 260 infezioni in chi ha avuto la prima dose e 149 dopo la seconda. Di queste ultime, 69 entro 7 giorni, dei circa 80 casi rimanenti circa la metà tra il settimo e il 14esimo giorno e la metà oltre questo periodo (l’indicazione è un’efficacia piena dopo due settimane dalla seconda dose). «Su questi casi – ha rimarcato Dario – si stanno valutando sequenziamenti per vedere se sono dovuti a varianti ma non abbiamo ancora i risultati». Inoltre c’è stata anche qualche reinfezione in chi aveva avuto il Covid a distanza di mesi, ma «riscontri indicano fatti episodici e isolati», chiosa Dario.

VACCINAZIONI: TUTTI I DATI IN UMBRIA

La situazione Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale ha parlato della situazione attuale in Umbria. «La curva epidemiologica – ha detto – è simile alla scorsa settimana, con una discesa è piuttosto costante da una ventina di giorni ma piuttosto lenta, non repentina come nella seconda ondata. Calano gli attualmente positivi pian piano. C’è un trend in diminuzione dell’incidenza dei casi e l’Rt è a 0,88 mentre quello nazionale è a 1,1». Attualmente la provincia di Perugia è a 221 nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti, quella di Terni a 74, mentre il dato regionale è a 183. Criticità territoriali vengono segnalate ancora nel Folignate (dove è forte la presenza della variante Inglese), nell’Assisano e in Altotevere.

Età e situazione ospedali Guardando alle fasce di età c’è una discesa per tutte, tranne quella 0-2 anni leggermente in crescita da qualche settimana (ma non c’entra la riapertura dei Nidi visto che i dati sono precedenti a lunedì scorso). Tra gli ultra 80enni ancora non si vede l’effetto vaccinazione, ma sono sotto la media regionale di incidenza. Per i ricoveri – mostrano i numeri il Nucleo epidemiologico – si inizia a vedere una discesa ma i livelli sono ancora alti. Stessa cosa per le terapie intensive, dove si osserva una leggera tendenza al decremento. «Per i decessi – ha evidenziato Cristofori – da alcuni giorni c’è una diminuzione. L’indice di letalità medio è simile a quello nazionale, a febbraio ci sono stati più morti rispetto alle previsioni ma il dato ora è rientrato. Non è vero che in Umbria si muore di più rispetto alle altre regioni».

 

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