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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 04:17

Covid, cure e vaccini: pazienti in rivolta, ma Ordine dei medici non riscontra irregolarità

Movimento ‘no cavie’ Terni parla di «Illeciti deontologici» e incalza per prescrizione siero, il dottor Camilli: «Non prescrivibile»

di M.S.G. e M.R.

Secondo sit-in di protesta sotto le finestre dell’Ordine dei medici di Terni da parte di coloro che rifiutano la definizione di no vax e sposano quella ‘no cavie’. Il gruppo contesta in particolare il modus operandi dei medici di medicina generale in questo periodo di pandemia e soprattutto in relazione alla campagna vaccinale ma anche per la somministrazione delle cure. In un video la portavoce è tornata a esprimere le proprie osservazioni.

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‘No cavie’ L’Ordine dei medici già la scorsa settimana ha ricevuto una delegazione e ascoltato le ragioni dei ‘no cavie’, ma rispetto ai propri iscritti non ha evidentemente riscontrato irregolarità, perché nessun provvedimento è stato adottato. Umbria24 ha avuto modo di confrontarsi con l’Ordine stesso, grazie alla disponibilità del dottor Alessandro Camilli che, rispetto alle osservazioni dei manifestanti chiarisce: «È opportuno fare le dovute distinzioni tra legislatore, medici di base e ordine professionale». Un modo per dire molto semplicemente che i medici si attengono alle leggi e l’ordine vigila affinché questo effettivamente avvenga. «Ci siamo sentiti dire che utilizziamo i soldi dei pazienti (contribuenti) a nostro piacimento, ma come in ogni Ordine le sovvenzioni derivano dai professionisti. Nel merito della gestione della pandemia di Covid – prosegue Camilli – i medici hanno un limitato spazio di manovra nel perimetro del tettato di legge. Rispetto alle terapie – specifica – è chiato che questa viene tarata paziente per paziente ed è basata sul controllo dei sintomi. Rispetto alla vaccinazione invece, non trova giustificazionr la richiesta di prescrizione del siero. i manifestanti fanno riferimento ad un farmaco di fascia C per cui sarebbe necessaria la ricetta, ma nessuno va in farmacia a comprare la dose, è somministrata direttamente dal Sistema sanitario nazionale». Tutto ciò precisato, Camilli, in qualità di consigliere dell’Ordine, garantisce il corretto operato di quest’ultimo nell’interesse dei cittadini.

Vaccini Covid Il fenomeno Terni non è certo isolato. Una nota recentemente diffusa dall’Ordine dei medici di Milano, tanto per citare un esempio, dimostra come la richiesta di prescrizione del vaccino da parte dei pazienti sia realtà anche in Lombardia: «Riceviamo segnalazione da più medici di medicina generale – si legge nell’avviso – relativa a richieste di prescrizione medica per l’inoculo del siero vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2. Avanziamo sul punto tre considerazioni: i vaccini utilizzati non sono prescrivibili in quanto non ne è ammessa la distribuzione territoriale nella Repubblica Italiana; la prescrizione è un atto libero del singolo terapeuta e quindi, per definizione, non può essere intimata. Le motivazioni poste a fondamento delle richieste non hanno alcun fondamento logico prima ancora che giuridico; un obbligo di legge, come ovvio ed intuibile, non deve essere ‘legittimato’ dal singolo medico, rimanendo autorizzato dal legislatore che l’ha previsto. Consigliamo quindi di non considerare tali scritti impegnando, semmai, il tempo a convincere i mittenti in merito alla necessità di sottoporsi al ciclo vaccinale».

 

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