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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:11

Covid-19, un altro morto e aumento dei ricoverati. Gammaitoni: «Possibile quinta ondata»

Università Cattolica colloca l’Umbria tra le quattro regioni più a rischio per cinque fattori. Attualmente positivi tornano sopra quota mille

©Fabrizio Troccoli

Un morto, gli attualmente positivi tornati sopra quota mille e un aumentati anche i ricoverati.

Bollettino 28 ottobre Emerge dal bollettino del 28 ottobre 2021 sulla diffusione del Covid-19 in Umbria che fa registrare 19 guariti e 56 nuovi positivi a fronte di 9.359 test antigenici e 2.413 tamponi molecolari, con un tasso di positività complessivo dello 0,47 per cento. Crescono anche le persone trattate in ospedale, che sono diventate 42, ossia quattro in più nelle ultime 24 ore, di cui sette sono assistite in Terapia intensiva, due in più. Prosegue la salita degli attualmente positivi che sono 1.028.

Gammaitoni: «Possibile quinta ondata» A commentare l’andamento epidemiologico, giovedì, è stato il prof di Fisica, Luca Gammaitoni, che una decina di giorni fa aveva ipotizzato l’approdo a zero nuovi casi nell’arco di un paio di mesi, mentre oggi dice che «l’incendio che speravamo domato non è ancora del tutto spento ed il motivo è che c’è ancora legna da ardere. Basta qualche scintilla per fare un nuovo falò, che speriamo sia piccolo ma non è detto». Secondo il docente dell’Università di Perugia i numeri segnalano la formazione di «una nuova curva a campana, ovvero una quinta ondata che potrebbe essere molto modesta in dimensioni e con basso impatto sui ricoveri e sulle terapie intensive, ma questo esito favorevole non è scontato».

L’analisi del prof Sulle cause della ripresa del contagio in Umbria e nel resto d’Italia, il prof evidenzia che «se guardiamo alla curva si nota che il numero degli “attualmente positivi”, da circa un mese ha prima rallentato la sua velocità di discesa e, da oltre una settimana, ha invertito la tendenza e sta salendo di nuovo. Perché? Per rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare chi sono i nuovi contagiati che alimentano la curva. Dai dati della Regione Umbria – va avanti Gammaitoni –  emerge che c’è una significativa frazione di non vaccinati che mostrano una probabilità di infettarsi che è circa 4,5 volte quella delle persone vaccinate con doppia dose. Questi sono: sia adulti e giovani non vaccinati per scelta, che giovanissimi che non si sono potuti vaccinare perché sotto i 12 anni. Sono queste persone che alimentano prevalentemente la risalita dei contagi. A causa della giovane età e di condizioni fisiche probabilmente buone della maggioranza dei contagiati attuali, per fortuna i ricoveri e le terapie intensive reagiscono finora poco a questa nuova crescita». Sui rimedi il prof, come tutti gli epidemiologici, dice che «per non tornare al lockdown e nuove restrizioni occorre vaccinare il maggior numero di persone, prima possibile. A partire da coloro che non sono stati mai vaccinati, con particolare attenzione ai giovani che per abitudini di vita (scuola, discoteca, socialità,…) sono i maggiori vettori del virus».

Umbria tra le quattro regioni più a rischio Intanto l’Umbria viene inserita anche tra le quattro regioni più a rischio in questa fase di ripresa dei contagi, insieme al Friuli Venezia Giulia, il Veneto e l’Emilia Romagna, sulla base di cinque fattori impattanti: la proporzione dei nuovi positivi tra i testati, l’incidenza dei contagi, lo stress sulle terapie intensive, la mortalità e la proporzione di popolazione non vaccinata. A dirlo è il report settimanale sul Covid-19 di Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari della Cattolica di Roma), che parla di un «fine ottobre rosso».

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