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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 15:39

Covid-19, tre morti ma positivi e ricoverati in discesa libera. «Indietro coi più giovani per vaccinare caregiver»

Arrivate altri 16 mila dosi, Umbria all’undicesimo posto per somministrazione. La Regione si difende dalle critiche

©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Altri tre morti, con il bilancio delle vittime che raggiunge quota 1.377, ma continua la discesa libera di attualmente positivi e ricoverati. Emerge dal bollettino del 15 maggio 2019 del Covid-19 in Umbria nel giorno in cui la Regione si difende sui ritardi nella somministrazione dei vaccini ai 60enni, che da lunedì potranno prenotarsi, spiegando che si è trattato di una strategia per dare priorità ai caregiver e quindi proteggere la popolazione più vulnerabile.

Continua discesa positivi e ricoverati In particolare, nelle ultime 24 ore in Umbria si sono contati 54 nuovi positivi (ieri erano 73) a fronte di 2.691 tamponi molecolari e 4.920 test antigienici, che consegnano un tasso di positività del 2 per cento per i soli molecolari, ridotto a 0,7 per cento considerando anche i test. Il bollettino segna altri 126 umbri che hanno archiviato l’infezione del Covid-19, assicurando così un’ulteriore riduzione degli attualmente positivi, che oggi sono 2.406 (ieri erano 2.481). Migliora ancora la situazione negli ospedali, con la diminuzione dell’occupazione dei posti letto sia nei reparti Covid-19 che in quelli di Terapia intensiva: negli ospedali dell’Umbria, infatti, risultano ricoverati 138 persone (ieri erano 144), di cui 16 (ieri erano 18) trattate nei reparti di Rianimazione.

Arrivate 16 mila dosi Sul fronte dei vaccini, invece, l’ultimo aggiornamento della dashboard regionale segna 271.305 umbri che hanno ricevuto la prima dose, ossia il 35 per cento della popolazione, mentre quelli che hanno avuto anche il richiamo sono 128.531, vale a dire 16,6 per cento dei residenti. Complessivamente in Umbria sono state somministrate 397.268 dosi a fronte delle 435.765 consegnate, anche se nelle ultime ore sono state consegnate altre fiale, come certifica il ministero della Salute, secondo cui la Regione dispone di 452.065 dosi. In questo senso, l’ultimo aggiornamento del governo piazza l’Umbria in undicesima posizione e all’87,6 per cento per rapporto tra vaccini ricevuti e somministrati.

«Indietro coi più giovani per vaccinare caregiver» Con una nota, poi, la direzione Salute e Welfare di palazzo Donini si difende dalle accuse di gestione di una campagna vaccinale che soltanto dal 17 maggio aprirà alle prenotazione dei sessantenni, mentre ad esempio la vicina Toscana lo stesso giorno apre alle prenotazioni per i nati tra il 1972 e il 1981: «Il piano – spiega una nota della Regione Umbria – ha sempre seguito in maniera rigorosa quello nazionale e ha mirato a proteggere tutti i soggetti più a rischio come gli anziani, i soggetti estremamente vulnerabili, i loro familiari e caregiver. In questo senso, a fronte di una popolazione anziana tra le più numerose d’Italia, abbiamo vaccinato circa 22 mila cittadini, con età compresa tra 70 e 100 anni, in più rispetto alla media italiana. Al fine della protezione dei nuclei familiari più fragili, abbiamo vaccinato mediamente due familiari o caregiver che prestano assistenza ad un soggetto estremamente vulnerabile. Se non avessimo avuto cura – proseguono dalla Regione-  di favorire la massiccia adesione di anziani, fragili e caregiver, avremmo potuto dedicarci alla vaccinazione di fasce d’età più giovani, ma questa strategia è stata uno degli elementi che ci ha permesso, tra le prime Regioni d’Italia, di ridurre i contagi e i ricoveri, sia ordinari che in terapia intensiva». Da Palazzo Donini, poi, sostengono che «i positivi risultati della nostra campagna vaccinale sono evidenziati anche dall’ultimo monitoraggio di Agenas con l’Umbria che ha vaccinato in maniera capillare e tempestiva il 13,46 per cento della popolazione con ciclo completo (ottavo posto tra le regioni), il 95,74 per cento degli over 80 con prima dose (terzo posto) e il 77,04 per cento con ciclo completo (ottavo posto), il 100 per cento degli ospiti delle Rsa con prima dose (primo posto) e l’83,34 per cento con ciclo completo (nono posto), il 95,07 degli operatori delle Rsa (quinto posto).

@chilodice

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