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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 02:53

Covid-19, pronto ricorso al Tar dell’Umbria contro la chiusura di bar e ristoranti

Iniziativa annunciata da De Rossi di Giustitalia, che qui ha raccolto 40 adesioni: «Più sicuro nei locali che a casa»

Un bar (foto Gabriella Clare Marino da Unsplash)

Arriva il ricorso al Tar dell’Umbria contro la chiusura di bar e ristoranti. Ad annunciarlo è l’associazione Giustitalia, guidata dal presidente Luigi De Rossi, che ha spiegato a Umbria24 di aver «raccolto al momento una quarantina di adesioni da ristoratori e titolari di bar con sede nella regione, ma si attenderà mercoledì o giovedì per impugnare l’ultimo Dpcm del governo e anche altri provvedimenti». Il ricorso, così ha deciso l’associazione, non sarà presentato al Tar del Lazio, che sarebbe competente a decidere dato che lì ha sede la presidenza del Consiglio dei ministri e il governo, ma ai tribunali amministrativi di diverse regioni, tra cui l’Umbria. De Rossi ha anche annunciato che il ricorso sarà corredato dalla richiesta di sospensiva per congelare immediatamente gli effetti delle misure anti Covid-19 miratamente alle restrizioni previste per bar e ristoranti.

Ricorso al Tar contro la chiusura di bar e ristoranti L’associazione contesta «il divieto di far accomodare consumare ai tavoli dei locali cene o aperitivi» previsto, nel primo caso, in tutta Italia a prescindere dalla fascia di colore in vigore e, nel secondo caso, soltanto se sul territorio regionale sono scattate le restrizioni previste dalla zona arancione o rossa. L’associazione, in altre parole, chiede ai giudici di riaprire bar e ristoranti fino alle 22, quando poi scatta il coprifuoco, «perché riteniamo – ha spiegato sabato mattina De Rossi – che l’asporto di bevande alcoliche all’interno delle abitazione, così come delle cene, oltre a generare una perdita enorme di fatturato per il comparto, esponga la comunità a un maggior rischio epidemiologico. Confortati dagli esperti – dice il presidente dell’associazione Giustitalia – riteniamo che i giovani e meno giovani siano più controllati nelle sale o nei dehors dei locali pubblici, dove sicuramente eviteranno di baciarsi e abbracciarsi, anziché in un’abitazione privata».

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