lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 03:05

Covid-19, parla la neo mamma positiva al Coronavirus: «Prima un incubo poi l’incredibile»

Il parto nel protocollo di massima sicurezza e poi la forza di una giovane mamma e l’incredibile opera dei medici

di Maurizio Troccoli

E’ un precipitare di emozioni che ti travolgono, ti spaventano e, all’improvviso ti riportano alla vita. Il vortice è tutto nella voce di questa giovane mamma che, in contatto con Umbria24, racconta la notte appena trascorsa, dopo un incubo di 4 giorni, durante i quali, positiva al Coronavirus, si è dovuta affidare ai medici che l’hanno accompagnata fino alla sala parto. L’isolamento dal marito, anch’egli positivo, il distacco dal figlio di 5 anni e il protocollo. Quello che ti deve tenere lontano da tutti gli altri pazienti dell’ospedale per il rischio di contagio. Azzurra è da poco uscita dalla sala parto: «Ho trascorso quattro giorni da paura, d’inferno, nell’attesa di sapere di dovere partorire e di farlo in un contesto del genere, con mio marito ricoverato, positivo e lontano da me, un figlio di 5 anni, anche lui separato da noi e rimasto con il nonno».

Prima del parto Azzurra è positiva al coronavirus, ma asintomatica: «Il mio stato emotivo era fragilissimo. Ma quello fisico, buonissimo. Sentivo di potere scalare il monte Everest e invece emotivamente mi è crollato il mondo addosso. E ti dico che stamattina, dopo 4 giorni di inferno, ho pianto di gioia. Una gioia immensa».

Uno scatto che vale più di mille parole Le rassicurazioni dei medici, la preparazione per la sala parto e, quel pizzico di ironia, che permette un autoscatto «tanto per sdrammatizzare», capace però di raccontare più di mille parole: «Il primo pensiero – dice – è andato alla bambina. Mi hanno assicurato che sta bene, siamo in attesa del tampone, mi hanno detto che è isolata fin quando non conoscono l’esito».

I medici Ma un altro affettuoso pensiero va all’equipe sanitaria del Santa Maria della Misericordia, quella individuata come riferimento regionale per i parti di partorienti positive al coronavirus. «Un grande pensiero per me va a loro, prima di tutti al dottor Saverio Arena, poi a Silvia Valigi e a Lara Luchetti perché, dire che sono persone eccezionali è dir poco. In questi giorni si dice che sono eroi, ma finché non vivi, in prima persona, quello che ho vissuto io, credi che possano essere frasi fatte. Hanno lavorato in condizioni al limite, tutti bardati, è veramente, veramente difficile. Io li ho ringraziati cento miliardi di volte e ho detto loro che per me sono stati angeli custodi. Ho passato 12 ore con loro, mi hanno fatto dimenticare anche i momenti bui degli ultimi 4 giorni, non li dimenticherò mai. Un grazie speciale perché se lo meritano».

Collegamento via skype Il personale della terapia intensiva dell’ospedale di Perugia, dove è ricoverata è ricoverata Margherita, la bambina nata questa mattina da mamma risultata positiva al Covid 19, fa sapere che «le condizioni cliniche della piccola sono soddisfacenti». Il personale medico della struttura diretta dalla dottoressa Stefania Troiani ha eseguito i controlli di routine, «risultati nella norma e la neonata ha iniziato ad alimentarsi con il supporto dil sanitari della Banca del latte». Nel tardo pomeriggio, è stato anche attivato un collegamento con il reparto di Malattie infettive, dove è ricoverata la mamma, che ha potuto così vedere a distanza la propria figlioletta. Vista l’ eccezionalità del caso, è previsto un aggiornamento delle condizioni di mamma e bambina anche nella giornata di domani.

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