©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

In Umbria il contagio frena più che nel resto d’Italia, mentre l’incidenza resta fisiologicamente superiore alla media nazionale, perché l’ultima mini ondata qui è iniziata prima. Resta elevata, invece, l’occupazione dei posti letto di area medica nei reparti Covid della Regione, che ha un tasso più che doppio rispetto alla saturazione del paese. Sotto controllo, infine, le terapie intensive, con un dato in linea con quello italiano.

In Umbria il contagio frena più che nel resto d’Italia Questo emerge dal focus settimanale (23-29 marzo) appena diffuso dalla Fondazione Gimbe secondo cui i nuovi casi di Covid-19 in Umbria sono diminuiti del 16 per cento, mentre a livello nazionale la crescita si è praticamente arrestata e fa registrare una variazione negativa di appena lo 0,3 per cento. Qui, comunque, la ritirata del Covid-19 è più significativa che altrove: sono soltanto nove, infatti, le regioni che hanno registrato una flessione dei nuovi contagi e si va dal 2 per cento di Lazio e Liguria al 12,5 per cento della Valle d’Aosta, oltre naturalmente alla diminuzione del 16 per cento dell’Umbria. Una situazione, questa, che ovviamente colloca Perugia e Terni tra le 52 province italiane in cui nell’ultima settimana si è registrato un decremento dei nuovi casi, con il capoluogo di regione che registra una flessione del 13,6 per cento e Terni del 22,9 per cento, mentre nelle restante 55 province i nuovi casi sono comunque aumentati.

Incidenza resta superiore a quella media del paese L’incidenza di casi ogni 100 mila abitanti, anche se in discesa, resta comunque superiore alla media nazionale, seppur non di molto, attestandosi a 2.239 a fronte di un dato medio del paese di 2.124. Peggio fanno Basilicata con 4.442, Calabria con 3.916, Puglia 2.958, Campania 2.833 e Molise 2.787. Per quanto riguarda l’incidenza dei contagi entrambe le province umbre restano tra le 34 con un tasso superiore a mille, con Perugia che ha il terzo dato più elevato d’Italia, ovvero 1.372, dietro soltanto a Lecce (1.774) e Avellino (1.457), mentre Terni è al 13esimo posto con 1.162.

Occupati più del 30% dei posti di area medica Rosso, invece, il tasso di occupazione dei posti letto di area medica in Umbria, che cresce ancora e segna 32,6 per cento a fronte di una saturazione nazionale che gira al 15 per cento. Quello regionale è il secondo dato più elevato d’Italia, dietro alla Calabria con il 34,1 per cento. Nessun problema, invece, dai reparti di terapia intensiva, con un’occupazione di posti letto che in Umbria segna il 4,7 per cento in linea con il dato nazionale di 5,1 per cento.

@chilodice

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