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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 05:29

Covid-19, Gimbe: «Umbria maglia nera per nuovi casi con +86 per cento»

Restano al di sotto della media nazionale sia l’incidenza degli attualmente positivi che la saturazione dei posti letto

Fila tamponi 22 dicembre a Perugia (foto F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi

In Umbria l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid-19 si è attestato dell’86,3 per cento ed è l’impennata più significativa tra le regioni italiane.

Umbria maglia nera per nuovi casi +86 Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe per la settimana tra il 15 e il 21 dicembre che a livello nazionale ha fatto segnare una crescita di casi del 42,3 per cento, ossia poco meno della metà di quella umbra. Il contagio in Umbria corre appena più velocemente di quello della Lombardia che negli ultimi sette giorni ha fatto registrare un incremento dell’82,9 per cento. Ben differente, invece, il ritmo di contagio nelle altre regioni del Centro Italia, dove il Lazio fa segnare il 29,4 per cento di nuovi casi in più, Abruzzo 38 per cento, Marche 39,3 per cento e Toscana 54,6 per cento.

Incidenza al di sotto della media nazionale L’Umbria, invece, resta complessivamente al di sotto dei livelli nazionali per quanto riguarda l’incidenza degli attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, che qui è di 475 mentre in Italia è di 644 e in Lombardia di 743. Per quanto riguarda il medesimo tasso nel Centro Italia fanno peggio di noi sia il Lazio con 689 che l’Abruzzo con 547 Abruzzo, ma di poco anche la Toscana con 492, mentre l’incidenza degli attualmente positivi è più bassa nelle Marche con 438.

Un’altra incidenza rilevata dalla Fondazione Gimbe è quella relativa ai nuovi casi, differente da quella sugli attualmente positivi. Qui viene fornito il tasso provinciale, con Perugia che segna 246 e Terni 218, che Umbria24 confronta coi territori confinanti Arezzo 254, Siena 229, Rieti 158, Viterbo 206, Ancona 353, Macerata 257, Ascoli Piceno 227 e Pesaro Urbino 226,

Reparti Covid sotto controllo Negli ospedali, invece,  l’Umbria resta al di sotto delle media dei tassi di occupazione nazionale, anche se come già emerso è stata sforata, seppur di poco, la soglia di saturazione del 10 per cento prevista per le Terapie intensive, che qui si attesta al 10,5 per cento (8 pazienti ricoverati al 22 dicembre), mentre in Italia è all’11,1 per cento. Disco verde, invece, per il riempimento dei reparti di area medica, che in Umbria è all’8,3 per cento (67 pazienti ricoverati al 22 dicembre) a fronte di una soglia del 15 per cento fissata dal Governo e una media nazionale del 13,4 per cento.

Articolo in aggiornamento

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