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lunedì 15 agosto - Aggiornato alle 23:19

Covid-19, dopo cinque settimane diminuiscono i nuovi casi. Quarta dose al 4,8 per cento

L’occupazione dei posti di area medica sfiora il 43 per cento, mentre segna 8,1 quella di terapia intensiva

©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

Dopo cinque settimane tornano a diminuire i nuovi casi di Covid in Umbria. Tuttavia, occorrerà attendere almeno un paio di settimane per notare analoghi effetti negli ospedali: l’Umbria, infatti, conserva ancora il tasso di occupazione più elevato di posti letto in area medica.

Emerge dal focus settimanale della Fondazione Gimbe che certifica la frenata del virus. I nuovi contagi, infatti, segnano -3,3 per cento a livello regionale, mentre è più marcata la flessione in provincia di Perugia, che fa registrare -4,6 per cento, rispetto a quella di Terni, che si ferma a -0,6 per cento. In Italia, comunque, la la discesa della settima ondata è più rapida, coi nuovi casi che scivolano del -7,6 per cento, ma ci sono territori in cui il contagio ancora corre: Valle d’Aosta (+28,6 per cento), Bolzano (+23,8) e Trento (+17,6). Continua a crescere, invece, l’incidenza degli attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, che in Umbria gira a 2.756, risultando anche superiore della media nazionale, appena al di sotto di 2.500.

Resta record, come detto, la saturazione dei posti letto Covid in Umbria. Sì, perché in area medica si registra un nuovo incremento del tasso relativo, balzato al 42,9 per cento (la scorsa settimana era 40,2). Pur risultando il secondo dato più rilevante, dietro soltanto alla Calabria (10,1 per cento), in Umbria diminuisce l’occupazione dei posti in terapia intensiva, che si è attestata a 8,1 per cento (era 9,3).

Non ha ancora raggiunto il 5 per cento, invece, la copertura vaccinale della quarta dose per over 60, fragili e ospiti di Rsa. L’Umbria, infatti, si attesta al 4,8 per cento a fronte di una media nazionale dell’8,3 per cento, anche se ci sono regioni virtuose, come il Piemonte, che ha già raggiunto il 20 per cento. Meglio, invece, va la campagna della quarta dose per gli immunodepressi, con l’Umbria che ha raggiunto il 71,2 per cento di questi, mentre in Italia non si è ancora raggiunto il 60 per cento.

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