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sabato 8 maggio - Aggiornato alle 01:17

Covid-19, ancora due settimane per le riaperture. Braccio di ferro tra Regioni e governo

Inizio maggio ipotesi entrata in vigore nuovo decreto. I nodo su ristoranti, teatri, palestre e spostamenti

©Fabrizio Troccoli

Ancora due settimane per le riaperture. Sì, perché il nuovo decreto dovrebbe essere pronto per il 26 aprile ed entrare in vigore dal primo o dal 3 maggio. Il timing emerge all’indomani del documento che le Regioni hanno consegnato a palazzo Chigi e che spinge forte sia sulla ripresa di alcune attività economiche, dai ristoranti alle palestre, anche in zona rossa, che sugli spostamenti.

Ancora due settimane per le riaperture In base a quanto emerge, il governo conta di attendere il monitoraggio del 23 aprile, per un’ulteriore verifica sulla discesa della curva epidemiologica e quindi definire il nuovo provvedimento che dovrebbe rimanere in vigore fino al 17 maggio, data a partire dalla quale potrebbe essere consentita anche la ripresa della mobilità tra regioni, almeno in fascia gialla, e la riapertura dei locali anche in orario serale, che comporterebbe naturalmente l’addio al coprifuoco o almeno una revisione.

Spostamenti tra Regioni In particolare, i governatori chiedono che dal primo maggio venga dato il via libera alla mobilità tra Regioni almeno di fascia gialla, così da permettere anche agli albergatori di lavorare, ma l’ipotesi del governo è più lenta e posticipa l’ok agli spostamenti al 17 maggio.

Ristoranti e bar Per quanto riguarda bar e ristoranti la proposta arrivata dai presidenti è la riapertura a pranzo e a cena anche nelle zone rosse con una serie di precauzioni che vanno dalla prenotazione obbligatoria, con l’eccezione di locali molto spaziosi, la misurazione della temperatura all’ingresso e il divieto di assembramento davanti ai locali, fermo restando che i protocolli attualmente prevedono «almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi al chiuso e almeno un metro all’aperto». Il governo, invece, nel segno della gradualità e dei colori, valuta la riapertura a pranzo per le regioni di fascia gialla e da metà maggio anche a cena, mentre per i territori in arancione o in rosso gli esperti sconsigliano le aperture.

Riaprono negozi in zona rossa L’unico allentamento all’orizzonte prima di maggio riguarda il commercio in zona rossa, che al momento in base al decreto è costretto alla chiusura. Sul punto è possibile che arrivi già la prossima settimana una modifica, così da consentire ai negozianti, ma anche a parrucchiere e barbieri, di tornare a lavorare anche se lo scenario epidemiologico della regione è il più critico.

Teatri, cinema e musei Per quanto riguarda cinema, teatri e musei, invece, potranno ripartire in zona gialla seguendo i protocolli del caso. La ripresa delle attività culturali e artistiche, comunque, era prevista già dal 27 marzo in zona gialla, ma poi l’impennata dei contagi e la scelta del governo di non assegnare per tutto il mese di aprile il colore più tenue ha rinviato le riaperture. Anche in questo caso è molto probabile che i cittadini che vivono in regioni che a maggio saranno in arancione e rosso dovranno attendere ulteriormente per tornare a visitare una mostra o ad assistere a un balletto.

Palestre e piscine Pure qui i governatori hanno sposato la linea aperturista, con la riapertura anche in zona rossa e con prenotazione obbligatoria, mentre il governo è decisamente più cauto e indica la via della ripresa dello sport in zona gialla. Per la palestre viene proposta la linea delle lezioni individuali, mentre per le piscine si chiedono 10 mq per ogni nuotatore, mentre le Regioni chiedono di ridurre il distanziamento in acqua a 7 mq.

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