domenica 31 maggio - Aggiornato alle 12:08

Coronavirus, salta il Festival del giornalismo: «Scelta dolorosa, ma torniamo più forti nel 2021»

Tesei: «Non è una resa, ma riprova effetti negativi». Romizi propone di cambiare periodo ma Ciccone: «Non è possibile»

©MG.

di Chiara Fabrizi

Salta il Festival internazionale del giornalismo del 2020. L’annuncio è arrivato sabato mattina con un post di Arianna Ciccone: «Scelta difficile e dolorosa, ma torneremo più forti». L’appuntamento è già fissato a Perugia dal 14 al 18 aprile 2021, un’edizione che, è assicurato fin da ora, sarà «più appassionante e coinvolgente che mai». Per la presidente di Regione, Donatella Tesei, «non si tratta di una resa, ma dell’ennesima riprova delle ripercussioni negative che il coronavirus sta avendo ed avrà non solo a livello sanitario», mentre la giunta del sindaco Andrea Romizi propone «un’edizione straordinaria» da organizzare in un altro periodo dell’anno e prima del Festival 2021.

Salta il Festival del giornalismo Intanto la decisione presa viene motivata dagli organizzatori, che spiegano di «aver valutato e considerato ogni possibile aspetto e informazione» e di essere «stati in contatto continuo con le istituzioni regionali», tenendo sempre presente che è «fondamentale tutelare la tranquillità e la serenità di chi lavora con noi e per noi ed è fondamentale avere come priorità assoluta la salute e la sicurezza degli speaker, dei volontari così come dei cittadini di Perugia».

«Scelta dolorosa, torniamo più forti» Da qui la decisione di non organizzare il Festival internazionale del Giornalismo, «una scelta difficile e anche dolorosa, che sarà il nostro modo di contribuire alla necessaria azione collettiva fatta di responsabilità e comportamenti virtuosi per affrontare tutti insieme uniti questo momento critico».

Tesei: «Non è una resa» A commentare la scelta di Ciccone è stata, sabato mattina, la presidente Donatella Tesei, secondo cui la «decisione non va letta come segno di resa», ma comprese le motivazioni alle base, ossia «le caratteristiche stesse del Festival, delle politiche adottate da molte aziende, coinvolte nell’evento, a livello internazionale, nonché della complessa e lunga organizzazione, anche logistica, che non permetteva di procrastinare a lungo la decisione, rimanendo in attesa dell’evolversi della situazione sanitaria nazionale ed internazionale, e nonostante le attuali condizioni sanitarie regionali non destino preoccupazione». Tesei, poi, rilevando «il valore culturale della manifestazione, la sua capacità di veicolare a livello mondiale l’immagine di Perugia e della regione tutta, insieme all’innegabile ritorno per le attività commerciali e ricettive del capoluogo», aggiunge che «il suo annullamento è l’ennesima riprova delle ripercussioni negative che il coronavirus sta avendo ed avrà non solo a livello sanitario. È per questo – conclude la presidente – che ancora una volta va sottolineata l’importanza di provvedimenti da parte del governo nazionale che tengano conto dell’impatto sociale ed economico che il virus sta provocando. In tal senso, la Regione si è già attivata e continuerà a farlo adottando tutti i provvedimenti possibili per cercare di arginare le ricadute che gli attuali eventi possano avere sull’intero tessuto regionale».

Romizi propone: «Edizione straordinaria» In una nota anche l’amministrazione comunale di Perugia, però, «invita a valutare la possibilità di non perdere l’edizione 2020, impegnandosi fin da ora a collaborare per un possibile edizione straordinaria». Un’ipotesi da vagliare con cura nei prossimi giorni, mentre per ora anche a palazzo dei Priori c’è il «rammarico non solo e non tanto per le conseguenze negative di tipo economico per la città, quanto per la constatazione che un evento di tipo internazionale molto importante, ormai consolidato, deve piegarsi alla oggettiva situazione sanitaria, che non consente di avere previsioni sull’andamento della diffusione del virus». Sulla stessa lunghezza d’onda della governatrice, il sindaco Andrea Romizi e gli assessori comprendono che «la complessità della macchina organizzativa non permetteva di temporeggiare, era pertanto inevitabile interrogarsi sulla opportunità di svolgere la manifestazione» e anche per loro «il rinvio non è da considerare una resa».

Ciccone: «Impossibile spostare» Alle proposte di uno spostamento a giugno o settembre, risponde nei commenti su Facebook Arianna Ciccone: «Purtroppo – spiega – non è possibile. Smontare e rimontare un programma così complesso è impossibile. È il lavoro di un anno, rifarlo in pochi mesi dovendo poi mettere su un altro programma in altrettanti pochi mesi per il 2021 era umanamente impossibile e comunque non avrebbe retto per molti aspetti: speaker, alberghi, voli etc etc».

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