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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 15:52

Coronavirus, 37 positivi e un altro guarito. Coletto: «Ecco il piano per gli ospedali»

Chiesti al governo oltre 326 sanitari. Perugia e Terni casi gravi, a Branca per sintomi importanti e a Pantalla sintomi lievi. Opposizioni: le proposte

Coletto in aula

di Chiara Fabrizi

«Abbiamo 37 positivi (23 in provincia di Perugia e 14 in quella di Terni, ndr), di cui dieci ricoverati». L’aggiornamento sull’emergenza Coronavirus arriva in consiglio regionale dall’assessore Luca Coletto, che ha aggiunto: «Dei dieci ricoverati due sono in terapia intensiva all’ospedale di Perugia, tre nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Terni e cinque nel reparto di malattie infettive di Perugia. Le persone in osservazione – ha proseguito – sono 769: di questi, 445 sono nella provincia di Perugia e 324 in quella di Terni. Nel complesso entro la mezzanotte del 9 marzo sono stati eseguiti 256 tamponi. Sempre alla stessa data risultano 163 soggetti usciti dall’isolamento, di cui 43 nella provincia di Perugia e 27 in quella di Terni».

Secondo guarito Martedì sera, poi, è stato reso noto il secondo caso di paziente guarito: in una nota della Regione si spiega che «si tratta di uno dei primi casi positivi al coronavirus identificati in Umbria che, dopo qualche giorno di isolamento fiduciario nella propria abitazione, era stato trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Perugia a causa della febbre elevata. La permanenza in ospedale è stata di circa dieci giorni e le condizioni sono state sempre discrete senza sviluppare insufficienza respiratoria grave. I medici hanno dichiarato la guarigione all’esito di due tamponi che hanno certificato l’assenza del coronavirus».

INTERVENTO TESEI E REPLICA OPPOSIZIONI

Chiesti 326 sanitari in più Coletto in aula ha anche annunciato di aver chiesto al governo «326 unità di personale sanitario aggiuntivo» con il fabbisogno così composto: «154 infermieri, 37 oss, 19 radiologi, tre tecnici di laboratorio, 26 anestesisti, 14 pneumologi, 13 infettivologi, dodici cardiologi, 15 internisti, 24 per l’emergenza urgenza e nove autisti di ambulanza. Previsti attivazione di otto posti letto di area critica attualmente non funzionanti, la creazione di 26 posti di letto di terapia intensiva separati dalle restante aree di terapia intensiva da deciare al ricovero di pazienti positivi al Coronavirus». Quantificato anche il «fabbisogno strumentale per attivare fisicamente 34 apparecchi multi parametrici, 35 apparecchi fissi per ventilazione forzata e undici trasportabili, che in parte saranno acquistato con l’aiuto delle fondazioni bancarie e in parte con la centralizzazione degli  acquisiti presso una delle aziende sanitarie».

Perugia e Terni casi gravi In aula è stato spiegato che «è stato redatto un piano per la gestione dei posti letto della rete ospedaliera regionale, che si basa su una ricognizione realizzata da gruppo di esperti che hanno valutato condizioni gestionali e strutturali dei posti letti dei reparti di Malattie infettive e Terapia intensiva su cui è stata ipotizzata riorganizzazione su tre livelli: fino a 10 positivi ricoverati, che oggi abbiamo superato, da 10 a 30 positivi ricoverati e oltre 30 ricoverati. I livelli – ha detto Coletto – prevedono misure progressive di organizzazione dei flussi dei pazienti individuando i Dea di secondo livello (ospedali di Perugia e Terni)come punto di riferimento per la gestione dell’emergenza dei casi gravi coi reparti di Malattie infettive e Terapia intensiva; i Dea di primo livello (ospedali di Orvieto, Spoleto, Foligno, Città di Castello e Branca) sono stati distinti in due tipologie: una da destinare all’emergenza Coronavirus, che richiede una riconfigurazione delle strutture, e la seconda da destinare a patologie acuta e subacuta medica e di chirurgia ordinaria; anche gli ospedali di base (Assisi, Pantalla, Castiglione del Lago, Umbertide e Narni-Amelia) saranno divisi in due tipologie: quelli da destinare all’emergenza Coronavirus, riconfigurandoli, e quelli di supporto all’emergenza e quindi dipendenti da ospedali di primo e secondo livello».

Ipotesi Branca e Pantalla In questo quadro Coletto ha aggiunto che «l’ipotesi è destinare all’emergenza Coronavirus l’ospedale di Branca, dove c’è la Rianimazione, può accogliere gli infetti con sintomi più importanti, mentre l’ospedale di Pantalla potrebbe raccogliere tutti gli infetti senza sintomi importanti e ci stiamo già attivando in tal senso. Tale ipotesi – ha concluso – presuppone la riconfigurazione di entrambi gli ospedali sotto il profilo organizzativo e strutturale a partire dal Pronto soccorso fino all’organizzazione delle attività di degenza: nel giro di 48 ore Branca dovrebbe essere pronta e attivata per accogliere eventuali pazienti sintomatici ma non gravi».

Criticità mascherine Coletto ha anche fatto il punto «sull’approvvigionamento mascherine chirurgiche» definendola «la criticità più importante». L’assessore ha spiegato che è stato «istituito un coordinamento centrale che consente il costante monitoraggio delle scorte, degli ordini effettuati e delle consegne, in stretta collaborazione con la Prociv: dall’inizio abbiamo rifornito le scorte esistenti con tre ordinativi di 5.200 mascherine, di 16 mila e ulteriori 15 mila maschere ffp2 e ffp3, quest’ultime consegnate ieri. A fronte di ordine già effettuati, peraltro a prezzi gonfiati, il tempo di consegna è estremamente variabile e continuamente procrastinato».

Opposizione: le proposte A intervenire in Consiglio è stato anche il portavoce dell’opposizione, Fabio Paparelli. «Riteniamo fondamentale – ha spiegato – che si proceda celermente all’assunzione di operatori sanitari e tecnico-sanitari di tutti i ruoli e profili, attraverso lo scorrimento delle graduatorie umbre e di regioni limitrofe, la proroga degli incarichi a tempo determinato, la stabilizzazione dei precari, la riorganizzazione dei dipartimenti di prevenzione, il coinvolgimento responsabile delle strutture sanitarie e private, affinché sospendano le attività di routine e mettano a disposizione strumenti e risorse a supporto del sistema pubblico, pena la revoca di autorizzazioni e convenzioni». Per Paparelli «devono essere potenziate le strutture di rianimazione, di pneumologia e malattie infettive. Riteniamo positiva l’idea di destinare il polo ospedaliero di Pantalla ai pazienti colpiti dal virus ma non gravi. Invece per quanto riguarda Branca, esprimiamo le nostre forti perplessità: bisogna fare grande attenzione perché lì c’è il centro regionale per la fibrosi cistica e quindi non sembra la soluzione idonea per i malati gravi del Coronavirus. Sollecitiamo ulteriori acquisti per l’allestimento di nuove postazioni di terapia intensiva e sub-intensiva, oltre quelle già previste. Non è chiaro se verranno istituite le Unità Speciali, previste dal decreto sanità del governo, per la gestione domiciliare dei casi sospetti e se verranno istituiti i team per la gestione domiciliari dei pazienti stessi. Chiediamo chiarezza sui tempi per l’acquisto di dispositivi e strumentazioni di sicurezza per pazienti ed operatori».

@chilodice

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