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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:57

Coronavirus, due casi sospetti in Umbria: negativo test sulla turista ad Assisi

Due donne, una in isolamento a Malattie infettive di Perugia: lunedì nuova prova. L’altra ha lasciato Trestina verso Lodi senza sintomi

La Tsk force sul Coronavirus a Foligno

di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

È negativo il responso sul Coronavirus sulla turista del Nord Italia presente ad Assisi e ricoverata nel reparto di malattie infettive del Santa Maria della Misercordia. Lo si apprende da fonti mediche. Il test verrà replicato lunedì ma, secondo quanto appreso, la modalità con cui è stato effettuato lascia ottime speranze anche sulla controprova.

Due casi sospetti La donna, in vacanza ad Assisi, che avrebbe avuto contatti con un soggetto contagiato insieme a un’altra segnalata direttamente dalla Asl di Lodi, sono i due casi sospetti segnalati in giornata in Umbria. La prima è stata raggiunta in una struttura turistica di Assisi e trasferita al reparto di Malattie infettive di Perugia, mentre la seconda, contattata dalle autorità sanitarie, si è allontanata autonomamente da Città di Castello per rientrare nella residenza di origine, dopo essere stata alcuni giorni in Umbria, senza manifestare sintomi, ma sospettata di essere stata in contatto con contagiati. In entrambi i casi sono scattate le misure da protocollo: la quarantena per i parenti stretti e attività di monitoraggio e ricostruzione degli ultimi contatti. Ma vediamo nel dettaglio entrambi i casi.

Il primo «Un caso sospetto, da subito monitorato e tuttora in isolamento, presentava febbre, mal di gola e sintomi respiratori non gravi avrebbe avuto contatti in tempi recenti con un soggetto che pare abbia contratto l’infezione da Coronavirus nella zona di Codogno, in Lombardia: si tratta di una turista che era ospitata in una piccola struttura ricettiva di Assisi insieme al marito. A renderlo noto, sabato pomeriggio, poco prima delle 15, la Regione con una nota. La donna è stata trasferita in ambulanza al reparto Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Sono state attivate tutte le misure da protocollo nei confronti delle persone a lei prossime.

Sindaco di Assisi La donna è risultata negativa e il test è stato ripetuto, come previsto dai protocolli sanitari. In una nota il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ha spiegato il caso è stato seguito momento per momento e agli «uffici comunali di Santa Maria degli Angeli è stata data immediata disposizione di allestire, se pure a titolo precauzionale, il Centro operativo comunale (Coc) dove insieme alla struttura l’evolversi della situazione è stata monitorata senza sosta, in stretto contatto con la task force regionale». Il sindaco ribadisce l’invito alla cittadinanza e ai turisti ad adottare «le norme igienico-sanitarie suggerite dal ministero della Salute e raccomanda, in presenza di dubbi e sintomi, di non recarsi presso ambulatori o strutture sanitarie ma contattare il proprio medico o i numeri telefonici di riferimento (1500 e 800636363 attivi 24 ore su 24)».

Il secondo Nel secondo caso è il sindaco di Città di Castello  Luciano Bacchettaa trasmettere la comunicazione della dottoressa Daniela Felicioni, direttore del distretto sanitario Alto Tevere umbro. «Comunicazione in merito a signora presente a Trestina proveniente da Lodi. Si informa che la donna segnalata dalla Usl di Lodi come contatto di caso infetto da nuovo coronavirus ha lasciato volontariamente la località di Trestina, ove si era recata negli ultimi giorni, dopo aver informato i colleghi del dipartimento di Prevenzione, che le hanno raccomandato di mettersi in auto e recarsi direttamente alla propria residenza senza fare soste sotto la sua diretta responsabilità. Della cosa i colleghi hanno informato sia la locale stazione di polizia che la Usl di residenza di altra Regione. Si tiene a precisare che la signora è sempre stata asintomatica. I familiari della persona sono in regime di quarantena per ovvi motivi precauzionali». Insomma una donna segnalata dalla Asl di Lodi come possibile persona entrata in contatto con persone che possono avere contratto il Coronavirus, si trova a Trestina da qualche giorno dove può avere incontrato altre persone oltre ai suoi familiari. Sarebbe ora rientrata volontariamente nel suo territorio di provenienza.

RAFFICA DI CHIAMATE AL NUMERO VERDE

Coronavirus, vertice in Umbria Oltre cinque ore è durato il Comitato operativo alla Protezione Civile sul Coronavirus, che si è svolto alla presenza del premier Giuseppe Conte e seguito in collegamento da tutte le Regioni. Tra questi, anche i governatori dell’Umbria Donatella Tesei, della Lombardia Attilio Fontana, del Veneto Luca Zaia, del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Sul caso sospetto «la Regione Umbria precisa che le organizzazioni sanitarie si sono attivate per ospedalizzare la persona con sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività». Intanto nell’evolversi della situazione l’Ansa apprende che «il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli stanno raggiungendo la sede della Protezione Civile dove da diverse ore è in corso una riunione del Comitato operativo con il premier Conte, i ministri Di Maio, Speranza e De Micheli e il Commissario straordinario Angelo Borrelli.

Tesei in collegamento con Conte A Foligno, sabato mattina, si è «riunita la task force attivata dalla Regione Umbria per fronteggiare e prevenire la diffusione dell’infezione da Coronavirus. Nel corso dell’incontro, dove è stata ribadita la piena operatività della macchina organizzativa della Regione in linea con le direttive nazionali, sono stati affrontati vari aspetti relativi alla gestione di un’eventuale emergenza» ed è stato segnalato il caso sospetto. Nella nota di palazzo Donini «si ribadisce che le raccomandazioni divulgate sinora di rispetto delle norme igienico sanitarie sono misure efficaci per prevenire contagi. Inoltre si sottolinea la necessità di rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia in caso di sintomi influenzali senza recarsi negli ambulatori o ai pronto soccorso degli ospedali».

Bilancio Secondo il bilancio di Repubblica «il coronavirus fa un’altra vittima in Italia, dopo l’uomo morto venerdì sera in Veneto. Secondo fonti sanitarie citate dall’Ansa si tratta di una donna di Casalpusterlengo di 76 anni. Intanto ci sono nuovi casi nel Nord Italia. In Veneto, dopo i due uomini, tra i quali uno deceduto ieri, c’è un uomo di 77 anni risultato positivo al test a Mira nel veneziano, ed è ricoverato in terapia intensiva. E sempre dalla zona di Codogno i contagi si sono allargati al pavese, dove si sono ammalati due medici di Pieve Porto Morone, un comune della Bassa vicino alla provincia di Lodi. Da questa notte sono ricoverati al reparto di Malattie Infettive del San Matteo. I due medici, marito e moglie, sono stati riscontrati positivi al primo controllo. Il marito opera come medico di base a Pieve Porto Morone (Pavia) e Chignolo Po (Pavia). La moglie è una pediatra che lavora nella zona di Codogno (Lodi). Il presidente della Regione Zaia ha confermato che ci sono “altri sette casi positivi tutti a Vò Euganeo di cui due famigliari del signor Trevisan: la moglie e la figlia” e che continuano “le verifiche dei contatti più ravvicinati che hanno avuto i contagiati”». Per il governatore della Lombardia Attilio Fontana «la zona del lodigiano è ora definibile un focolaio – ha chiarito – Tutti gli infetti hanno avuto contatti con ospedale di Codogno». Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 159 tamponi.

Mascherine, è rincorsa Intanto è rincorsa all’acquisto di mascherine in Umbria.«Sono esaurite» quelle con le caratteristiche che le rendono efficaci per evitare il contagio. Lo ha detto Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria, il sindacato dei titolari delle farmacie, parlando con l’ANSA. Disponibili sono ormai poche mascherine ‘leggere’ non in grado di fermare gli eventuali virus. «Negli ultimi giorni – ha spiegato Luciani – c’è stato un notevole aumento di richieste per queste protezioni ma le scorte sono esaurite. Tra la gente che viene in farmacia c’è apprensione e in tanti chiedono informazioni».

Il cardinale Bassetti Per l’emergenza Coronavirus e le eventuali precauzioni da prendere in chiesa «agirò in totale accordo col ministro della Salute, non abbiamo i dati precisi, ma siamo disposti per tutelare la salute ad attuare qualsiasi disposizione. Ancora non ho avuto contatti con il ministro, esco da un turbillon durato quattro giorni». Lo dice il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, parlando a margine dell’incontro di Bari ‘Mediterraneo, frontiera di pace’. «Se sono preoccupato? Sì perché sono cose che riguardano la salute e il bene delle persone, ma sono convinto che non bisogna usare allarmismo, servono precauzioni da osservare. Prenderemo provvedimenti stabiliti per legge, non siamo l’autorità civile. Non posso prendere provvedimenti non suggeriti dall’autorità civile, diffonderei un timore eccessivo. La messa di domani è tutta regolare, non c’è ragione perché non lo sia», aggiunge. Da arcivescovo di Perugia, ricorda che nella città umbra c’è una università per stranieri e molti vengono dall’oriente «ma credo che già l’autorità civile abbia preso cautele, ma non riguarda me come arcivescovo», spiega, rivelando di non aver ancora acquistato una mascherina protettiva.

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