di Daniele Bovi
L’ex leader del Sessantotto Mario Capanna dopo quasi quattro anni dalla nomina a presidente del Corecom dice addio al Comitato. Ad annunciarlo è lui stesso in una breve nota in cui convoca la stampa per lunedì al Corecom «per spiegare perché mi dimetto». Al momento non si conoscono i motivi ma, secondo quanto filtra da palazzo Cesaroni, alla base di questa decisione potrebbero esserci anche problemi relativi ai due vitalizi percepiti da Capanna: il primo riguarda i due mandati da parlamentare per i quali incassa circa tremila euro; il secondo, circa 2.500 euro, per essere stato consigliere regionale della Lombardia.
La legge E proprio dalla Lombardia arriva la nuova legge sui vitalizi, approvata dal consiglio regionale il primo ottobre scorso, con la quale (articolo 5) si spiega che «l’erogazione dell’assegno vitalizio è sospesa per il periodo nel quale il beneficiario ricopre incarichi remunerati presso enti o società della pubblica amministrazione, fatta salva la rinuncia alla remunerazione derivante dall’incarico». Come presidente del Comitato Capanna percepisce poco più di mille euro e così, sempre secondo quanto spiegano a palazzo Cesaroni, l’ex leader del Sessantotto sarebbe pronto a rinunciare alla presidenza. Con lui cadrebbe anche tutto il resto del Comitato e per l’elezione dei nuovi membri, così come vuole la legge regionale che regola il funzionamento del Corecom, se ne riparlerebbe dopo le elezioni dato che il rinnovo dei vertici non può essere fatto negli ultimi sei mesi della legislatura.
Turbolenti I quasi quattro anni di Capanna sono stati turbolenti: otto mesi dopo l’elezione, nell’ottobre del 2011, attaccò, dopo una battaglia iniziata a giugno, la maggioranza spiegando di voler rimettere le deleghe all’Agcom a causa della carenza di personale che non permette al Comitato di lavorare al meglio; poi, nel luglio 2013, l’occupazione simbolica dell’ufficio del presidente del consiglio regionale Eros Brega per via del mancato collegamento del servizio di protocollo del Comitato a quello di Palazzo Cesaroni. Per un presidente che se ne va, c’è però un direttore regionale che arriva: palazzo Donini infatti venerdì ha deciso di nominare Walter Ganapini nuovo dg di Arpa Umbria. Ganapini, nato a Reggio Emilia nel 1951, ambientalista, docente, scienziato, membro onorario del comitato scientifico dell’Agenzia europea dell’ambiente, co-fondatore di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace, sostituisce Svedo Piccioni al quale va «il ringraziamento della giunta per il lavoro svolto».
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