Coop stanzia 500 mila euro per Gaza e lancia la raccolta fondi tra i soci. Si chiama #CoopforGaza la campagna di solidarietà lanciata da tutte le cooperative di consumatori italiane che intendono così dare una risposta alla «richiesta arrivata da Medici senza frontiere (Msf) per sostenere e potenziare strutture mediche gestite o supportate dall’organizzazione medico umanitaria in soccorso della popolazione di Gaza».

L’iniziativa prende il via il 29 luglio e si conclude il 30 settembre con l’obiettivo di raggiungere una cifra ben superiore a quella che le Coop hanno già complessivamente stanziato e in questo senso è stato quindi aperto un conto corrente dedicato su Banca Etica (IT77 B050 1802 8000 0002 0000 890). «L’obiettivo prioritario – spiega una nota congiunta di Coop e Msf – è sostenere e potenziare l’attività svolta dall’organizzazione in 11 strutture mediche a Gaza, tra ospedali, ospedali da campo e centri di salute primaria, per supportare la popolazione». 

MSF è, infatti, una delle poche organizzazioni umanitarie che ancora oggi continua a svolgere la sua attività nella Striscia dove i circa mille operatori e operatrici umanitari curano tutti coloro che ne hanno bisogno: «Dall’inizio del conflitto Msf ha visitato oltre un milione di pazienti, operato 23 mila persone e assistito 13 mila parti. E tutto questo in una striscia di terra completamente devastata, dove la chiusura delle frontiere non permette l’ingresso degli aiuti umanitari, aumentando fame e disperazione tra la popolazione e dove gli attacchi colpiscono anche gli stessi medici e gli operatori rendendo sempre più difficile fornire cure», è spiegato in una nota. 

A spiegare la decisione di tutte le Coop è Ernesto Dalle Rive, che guida l’Ancc-Coop (l’associazione nazionale delle cooperative di consumatori): «All’unanimità tutte le cooperative di consumatori hanno deciso un primo stanziamento che avvii gli aiuti, e poi vogliamo permettere ai soci e ai clienti di contribuire a loro volta. Consideriamo questo atto come l’avvio di una campagna umanitaria che auspichiamo possa arrivare a coinvolgere, oltre al mondo Coop, anche altri operatori istituzionali e economici. Non risolveremo i problemi di una popolazione che ora si trova sotto le bombe, ma daremo così un contributo rapido e concreto alle persone in questo momento maggiormente colpite. Al tempo stesso rinnoviamo l’appello al Governo italiano affinché si adoperi con il massimo impegno a riaprire i corridoi umanitari e auspichiamo la fine delle ostilità e la liberazione degli ostaggi israeliani dopo il brutale attacco del 7 ottobre. Una pace giusta è il punto di arrivo da conquistare».

Per Msf è il direttore generale Stefano di Carlo a dire che «questa donazione si concretizzerà in medicinali, garze, attrezzature mediche e nel potenziamento di tutte le strutture mediche in cui operiamo. Mentre assistiamo allo smantellamento sistematico del sistema sanitario nella Striscia, con continui attacchi alle strutture mediche ormai in gran parte distrutte o non più funzionanti, queste risorse sono più essenziali che mai per continuare a garantire cure salvavita a chi ne ha un disperato bisogno».

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