mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 14:51

Conte a Norcia tra i sindaci terremotati: «Emendamenti per accelerare ricostruzione»

Protesta di una cinquantina di persone anche da Arquata e Camerino: «Senza ricostruzione non c’è futuro. Tempi troppo lunghi per i progetti»

Conte tra i terremotati a Norcia il 20 maggio 2019 (Foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

«Il decreto è in fase di conversione, stiamo mettendo a punto degli emendamenti e non vogliamo sbagliare, perché saranno quelli che ci aiuteranno a procedere più speditamente». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Norcia per l’incontro tra i sindaci dei Comuni terremotati, durato circa 90 minuti e tutto dedicato alle modifiche che in sede parlamentare dovranno essere introdotte nello Sblocca cantieri, che contiene anche norme post sisma. Ma l’arrivo di Conte a Norcia è stato segnato dalla contestazione.

«INCONTRO NON è SEGRETO, MA GIORNALISTI FUORI»
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Terremotati protestano Un gruppo di una cinquantina di terremotati del Centro Italia, infatti, ha atteso il premier davanti al centro di valorizzazione che ospitava il summit con striscioni e cartelli. «Senza ricostruzione non c’è futuro, ciarlatani» si leggeva su uno dei manifesti legati alle transenne che delimitano l’area della protesta dei terremotati, provenienti anche da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Camerino. Alcuni mostravano cartelli di Pinocchio, altri ricordavano che «Norcia rischia il collasso del sistema economico e lo spopolamento». Tra fischi e grida Conte si è avvicinato ai terremotati, ha parlato con loro e ha poi spiegato: «Siamo perfettamente consapevoli  che ci sono delle comunità che soffrono, che ancora non individuano una prospettiva reale e vorrebbero restituita quella vita quotidiana e quel senso di comunità che si è perso col terremoto».

VIDEO: LO SFOGO

Conte coi sindaci del cratere Per la prima visita a Norcia Conte è stato accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vito Crimi e dal commissario Piero Farabollini, con cui ha incontrato gli amministratori locali per «operare una ricognizione sulla criticità. Abbiamo una serie di emendamenti che stiamo valutando – ha detto il premier a margine della riunione – e che vogliamo siano davvero utili. L’incontro è stato proficuo coi cittadini e i rappresentanti istituzionali, ora si tratta di completare la conversione del decreto legge e, ne abbiamo parlato anche con Farabollini,  di varare una serie di ordinanze che ancora mancano». Bartolini è tornato a chiedere di «sbloccare la ricostruzione leggera attribuendo ai progettisti il potere di autocertificazione, in coerenza con il principio tutto è permesso tranne ciò che è vietato».  Tra gli emendamenti attesi e richiesti c’è, naturalmente, quello sul finanziamento delle 340 assunzioni attese nei Comuni terremotati e negli Uffici speciali per la ricostruzione, mentre sulla semplificazione il premier, al termine del summit, risponde: «Con tutta franchezza, l’ho detto sia ai cittadini che ai rappresentanti istituzionali, non è così semplice snellire e anche la cronaca di questi giorni ci dice che più si velocizza più c’è il rischio che malaffare possa dilagare, occorre il giusto equilibrio».

@chilodice

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