Tutti i risultati del concorsone

Chiedono «chiarezza» e non escludono di interessare direttamente il ministero della Funzione pubblica, attivando i «percorsi giurisdizionali» del caso. Arriva in consiglio regionale il caso del concorso bandito dall’Università degli Studi di Perugia per dieci posti a tempo indeterminato e full time nell’area amministrativa. A farsi portavoce delle perplessità che tuttora si rincorrono tra i circa 900 partecipanti alla prova scritta, sono i consiglieri del Pdl Massimo Monni e Alfredo De Sio.

Anomalie Con una nota Monni e De Sio spiegano: «Il 6 dicembre nei padiglioni della caserma Gonzaga di Foligno (dove si è svolto il test, ndr) sarebbero state riscontrate numerose anomalie che mettono a serio rischio la conformità di tale concorso, inferendo un grave vulnus alla trasparenza e correttezza gestionale dell’istituzione universitaria perugina. Le scorrettezze più evidenti – proseguono i due – riguarderebbero: l’orario d’inizio delle prova con 6 ore di gelida attesa, il mancato controllo, la difficoltà nell’assegnazione dei codici a barre, l’uso di cellulari ed I-Phone per reperire le informazioni e procedure di riconoscimento lente e macchinose a cui sono state preposte tre sole persone a fronte di 1513 candidati attesi».

La prova fuori dai padiglioni A non convincere i due consiglieri in quota Pdl, come aveva riportato Umbria24, è anche la procedura seguita all’apertura della busta con le trenta domande a quiz. «Insieme alla totale disorganizzazione e alla sospetta revisione dei promossi, passati in 24 ore da 26 a 26, alcuni candidati hanno riferito il gravissimo fatto che qualcuno, peraltro non meglio identificato, abbia abbandonato i padiglioni con il testo della prova», contenuto un dispositivo usb, per fotocopiare l’esame e consegnarlo, novanta minuti più tardi, ai candidati.

Il silenzio di palazzo Murena Il giorno successivo all’esame Umbria24 aveva invano tentato di contattare il dirigente del personale dell’Università di Perugia, Maurizio Padiglioni, indicato dall’ufficio comunicazione come l’unico soggetto autorizzato a fornire precisazioni. Impossibilitato a rispondere alle domande causa, stando quanto riferito dalla segretaria, «una riunione particolarmente lunga e delicata», Umbria24 ha seguito l’iter indicato dai responsabili della comunicazioni inoltrando una richiesta formale ai medesimi per conoscere le ragioni dei ritardi e delle particolari procedure. Ad oggi, nonostante i 6 giorni di attesa, nessuna risposta è stata fornita dall’Università degli Studi di Perugia.

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2 replies on “Concorso Università, sulle strane procedure intervengono Monni e De Sio: «Fate chiarezza»”

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