La partenza della terza tornata del concorso Pnrr per il reclutamento di docenti nelle scuole italiane segna un passaggio cruciale per il sistema scolastico, con oltre trentamila cattedre vacanti da coprire nei prossimi tre anni scolastici, dal 2025/26 al 2027/28. A differenza delle precedenti selezioni, questa volta le assunzioni saranno progressivamente comunicate, man mano che si procederà al raggiungimento del target complessivo concordato con l’Unione europea. Sul piano operativo, i candidati dovranno versare un contributo di dieci euro per presentare domanda, potendo concorrere a una sola regione per una singola classe di concorso, nel caso della scuola secondaria, o per il sostegno nelle procedure dedicate.
La selezione per la scuola secondaria mette a disposizione circa 10.750 cattedre a livello nazionale, con requisiti che richiedono il possesso della laurea e, per alcuni posti, della specifica abilitazione o specializzazione. La prova scritta durerà 100 minuti e sarà articolata in domande di competenza digitale e lingua inglese, seguita eventualmente dalla prova pratica per le classi di concorso che la prevedono. I punteggi minimi per superare ciascuna prova sono fissati a 70 su 100, mentre titoli accademici e professionali potranno garantire fino a 50 punti aggiuntivi.
Particolare attenzione va rivolta alla selezione per la scuola dell’infanzia e primaria, con 27.376 posti disponibili a livello nazionale. Anche in questo caso, la prova scritta è strutturata in cento minuti, mentre l’orale ha una durata di trenta. Le graduatorie dei vincitori saranno a esaurimento, integrate per tre anni dai candidati risultati idonei nelle graduatorie precedenti, per garantire continuità e copertura delle disponibilità.
L’Umbria, con le sue peculiarità territoriali, evidenzia alcune differenze significative tra Perugia e Terni. Nella provincia di Perugia, con un numero maggiore di istituti e alunni, la domanda di nuovi docenti appare più concentrata sulle discipline della scuola secondaria e sul sostegno, mentre a Terni, dove le scuole sono più ridotte e più frammentate, l’esigenza maggiore riguarda la copertura della primaria e dell’infanzia, con un impatto diretto sulla gestione dei servizi educativi nelle aree più periferiche.
Un elemento che emerge chiaramente dalla selezione è la pressione sui tempi. Le domande dovranno essere presentate entro fine ottobre, e i candidati dovranno muoversi rapidamente per inserirsi nella graduatoria. In Umbria, come nel resto d’Italia, il traguardo di completare le assunzioni entro i termini previsti dalla programmazione europea appare sfidante, anche per la necessità di coordinare i numeri tra vincitori già assunti e posti ancora vacanti.
In prospettiva, la selezione Pnrr per l’Umbria rappresenta non solo un’occasione per colmare le carenze storiche di organico, ma anche un banco di prova per verificare la capacità del sistema regionale di gestire con efficienza la distribuzione dei docenti, riducendo le disuguaglianze territoriali tra Perugia e Terni, e assicurando la continuità educativa in tutte le aree, comprese quelle più svantaggiate. L’integrazione delle graduatorie dei candidati idonei nelle prossime assunzioni potrà rappresentare uno strumento importante per stabilizzare il personale e rafforzare l’offerta scolastica regionale, in linea con gli obiettivi fissati dal Pnrr per la resilienza e la ripresa del sistema educativo nazionale.
