La toga di un magistrato della Corte dei conti (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dal personale alle auto, dai residui attivi alle anticipazioni di cassa. Sono in tutto 11 le sottolineature che la sezione regionale della Corte dei conti ha fatto a proposito del rendiconto 2013 del Comune di Perugia. Il documento, datato 13 maggio, nei giorni scorsi è stato inviato agli assessori della giunta guidata da Andrea Romizi nell’ambito del normale rapporto di collaborazione e scambio di informazioni che c’è tra i Comuni e le sezioni regionali, chiamate a verificare i numeri dei bilanci degli enti. Tra i punti più rilevanti del documento, in alcuni casi più volte sottolineati nel corso degli anni, c’è la bassa capacità di riscossione delle entrate straordinarie, e in particolare dell’evasione, la mole di crediti ancora da incassare e le spese per il personale.

La delibera Quanto al primo punto palazzo dei Priori ha spiegato che è imputabile in parte alla crisi economica che colpisce le famiglie, le quali inoltre non pagano certo appena ricevuto il bollettino, nonché alla possibilità di rateizzare i debiti concessa da Equitalia. La Corte poi fa notare la quantità di crediti obsoleti e la mole considerevole di residui attivi a fronte di uno smaltimento lento, intorno al 34 per cento. In particolare, osserva il Comune, la mancata riscossione dei residui (soprattutto relativi a immondizia e multe) crea difficoltà di cassa e per farvi fronte sia nel 2013 (7,6 milioni) che nel 2014 (8,8 milioni) sono stati creati adeguati fondi di svalutazione crediti.

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Personale Secondo la Corte poi il Comune nel 2013 ha speso troppo per il personale, nonostante la riduzione nel 2014 del numero dei dirigenti (7) e dei non dirigenti (29). Questo tipo di uscite secondo la finanziaria 2007 vanno diminuite. Nel 2013 l’esborso è stato di 49,7 milioni mentre nel 2012 di 47,5. Il Comune ha replicato spiegando che il confronto, dato che palazzo dei Priori volontariamente ha aderito al nuovo sistema di contabilità degli enti locali, andrebbe fatto con il 2011 ma la Corte non è di questo avviso. Decisamente più basse le cifre impiegate per il parco auto: 97 mila euro nel 2013 quando il limite, secondo quanto stabilito nel 2012 dal governo Monti, sarebbe di 38 mila euro, cioè il 50 per cento di quanto speso nel 2011. Il Comune sostiene che l’aumento è dovuto all’impennata del costo dei carburanti (più 13 per cento), alla notevole manutenzione necessaria per mezzi sempre più vecchi e al fatto che gli interventi da effettuare su un territorio molto ampio sono numerosi.

Accelerare Anche in questo caso però «le giustificazioni addotte non sono idonee a superare le criticità», tanto che la violazione del limite «è valutabile ai fini della responsabilità amministrativa e disciplinare dei dirigenti». Per quanto riguarda invece le anticipazioni di tesoreria, la Corte torna a sottolineare per l’ennesima volta che l’abuso di questa opzione «denota gravi sofferenze di liquidità» e che la mancata riscossione dei residui attivi aggrava questa sofferenza. L’amministrazione quindi viene invitata «ad attivare con urgenza ogni iniziativa volta a rafforzare e velocizzare in qualsiasi periodo dell’esercizio l’attività di accertamento e riscossione», così come a procedere ad un riaccertamento straordinario dei residui attivi onde evitare l’iscrizione alla voce entrate di somme che in realtà non entreranno mai.

Twitter @DanieleBovi

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