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domenica 25 luglio - Aggiornato alle 10:19

Perugia, ecco il progetto del complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II

Presenti tanti giovani. E sono stati loro, in qualche modo, i protagonisti della presentazione del progetto del complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II al centro congressi A. Capitini la sera del 17 giugno. E’ quanto scrive la curia.

L’appuntamento Presenti  – continua la nota – anche gli assessori comunali Emanuele Prisco ed Edi Cicchi, il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano e  numerosi consiglieri comunali tra cui Erika Borghesi consigliera delegata della provincia e il sottosegretario agli interni Giampiero Bocci. L’architetto Paolo Marciani ha illustrato il progetto del complesso la cui realizzazione è prevista nei prossimi quattro anni al costo complessivo di circa cinque milioni di euro, di cui 4milioni e 600mila finanziati dalla Cei. Il cardinale Gualtiero Bassetti che ha voluto sottolineare che la chiesa prima che una struttura è il corpo vivo dei battezzati ma che, essendo popolo, essi hanno bisogno anche di un luogo dove vivere la propria fede ed ha voluto indicare il Complesso come la «casa di tutti».

Il messaggio Don Giuseppe Gioia ha ricordato l’attesa più che trentennale di una chiesa capace di rispondere alle esigenze di un quartiere che in questi anni è cresciuto demograficamente e anche ecclesialmente. A seguire don Oscar Bustamante ha illustrato il logo del Complesso nel quale sono evidenti le caratteristiche geografiche del luogo dove sorgerà il complesso e anche la configurazione storico-spirituale delle parrocchie di Prepo, Ponte della Pietra, San Faustino dedicate tutte a ‘Maria Vergine’, insieme alle caratteristiche architettoniche della struttura stessa. Ovviamente il momento più atteso è stato quello della  presentazione del progetto da parte di Paolo Marciani: una realizzazione imponente che nasce, come ha voluto sottolineare lo stesso architetto, «in un clima di grande collaborazione, di ascolto, di condivisione, entro la bellezza di relazioni che mostrino bellezza di Colui che solo è bello. Una bellezza che si trasmette e trasfigura le stesse strutture». Trenta minuti nei quali sono sfilate, davanti agli occhi dei presenti le immagini del complesso: una struttura a chiostro aperto «uno spazio di decompressione delle tensioni quotidiane», che si apre in un abbraccio accogliente. Forte è il simbolismo cristologico che traspare in ogni tratto come la chiesa che «gioca» con le forme dei simboli del cubo e della sfera illuminata dallo squarcio di luce simbolo della piaga del costato di Cristo.

Suor Roberta Vinerba A suor Roberta Vinerba il compito di motivare la scelta dello slogan della presentazione «la speranza edifica». In un tempo di crisi come quello che viviamo,― ha spiegato ― noi vogliamo essere uomini e donne che vedono quello che ancora non c’è. Lo dobbiamo ai nostri figli ai quali dovremo dire che abbiamo fatto la nostra parte con coraggio e tenacia per costruire lavoro, dignità, futuro. La realizzazione del complesso che trasforma un tratto di via Settevalli, realizzata da imprese locali, è un segno di speranza per la città tutta, oltre che l’espressione di un diritto fondamentale, quello di poter professare la propria fede». A seguire la proiezione di un filmato con i momenti più emozionanti del recente pellegrinaggio dei giovani dell’oratorio in Polonia dove hanno ricevuto la reliquia di Giovanni paolo II, «prima pietra del complesso», e la consegna delle maglie dei pellegrini al sindaco e al cardinale. Don Fabrizio Crocioni ha presentato i professionisti che lavorano al progetto: l’ingegniere Paolo Anderlini e Vincenzo Brozzetti, il geometra Claudio Belardoni responsabile dell’ambito tecnico, Massimo Carloni per la parte finanziaria e don Riccardo Pascolini responsabile degli uffici amministrativi della diocesi.

Il sindaco Così il sindaco Romizi. «Mi piace il riferimento alla speranza in un tempo nel quale soprattutto ai giovani è passata l’idea che non potranno farcela ― ha esordito ― ed oggi siamo qui, a tirare una linea su una vicenda che ha messo a confronto varie anime e sensibilità per dire che vogliamo ripartire. Mi piace il progetto, mi piace ancora di più quello che ci sarà dentro, quello cioè che ne farete, che deve essere un luogo dove i giovani respirano la speranza». Infine la conclusione del Cardinale Bassetti, il quale ha espresso il desiderio di poter essere lui a consacrare questa nuova chiesa, la cui costruzione è affidata al progetto di finanziamento che verrà presentato alle comunità parrocchiali il 15 settembre prossimo.

Una replica a “Perugia, ecco il progetto del complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II”

  1. fabris ha detto:

    casa per tutti? ma qualcuno ancora ci crede a questi, ecco come spendono l’8xmille

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