La protesta nei mesi scorsi in consiglio regionale

«Destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, hanno deciso di insabbiare la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini che chiedono a gran voce la revisione del parere favorevole dato a più riprese dalla Regione». La denuncia arriva da parte del consigliere regionale dell’Idv Oliviero Dottorini dopo che nelle scorse ore la Seconda commissione di palazzo Cesaroni ha deciso, all’unanimità, di non ascoltare il comitato promotore ‘No E45 autostrada’, demandando alla giunta regionale il compito di occuparsi, nell’ambito del Piano regionale dei Trasporti, della petizione popolare. Petizione attraverso la quale negli scorsi mesi sono state raccolte 8.500 firme.

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PEDAGGIO: LE IPOTESI

Le firme La consegna è avvenuta all’inizio di febbraio, quando il presidente dell’Assemblea Eros Brega aveva promesso che il tema della petizione sarebbe stato discusso in commissione. Poi la palla è stata passata alla giunta: «È veramente paradossale che – commenta Dottorini -, mentre i fautori della realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, il Consiglio regionale decida di farsi beffe delle firme raccolte. Cos’altro deve succedere per convincere la politica dell’assurdità di quest’opera?». «Con un atteggiamento imbarazzato e pilatesco – conclude -, il consiglio ha deciso di non convocare neppure il comitato promotore, come per prassi si è soliti fare, mettendo così la testa sotto la sabbia ed evitando ogni dibattito di merito».

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E78 Una decisione che «non passerà sotto silenzio e che, come un boomerang, si ripercuoterà sullo stesso consiglio regionale». Ad unirsi alla protesta è anche il consigliere Giancluca Cirignoni: «Non ascoltare – dice – un comitato che ha raccolto in poco tempo migliaia e migliaia di firme su una questione di così rilevante importanza per il futuro dell’Umbria è antidemocratico e profondamente ingiusto». Lo stesso Cirignoni poi parla anche di un altro progetto, quello della E78 e in particolare della raccolta di firme (3.800 per ora i sostenitori) con la quale si chiede di «mettere al servizio dei territori i 10 chilometri di infrastruttura abbandonata nella massa Trabaria, di cui fanno parte i 6 chilometri della galleria della Guinza, ammodernandoli e collegandoli in modo adeguato e sicuro alla viabilità ordinaria di fondo valle che collega Città di Castello e l’Altotevere a Urbino e Pesaro».

CONSEGNATE 8.500 PER DIRE NO
IL CONSIGLIO GRANDE CHE SI È TENUTO A PERUGIA: NO ALL’AUTOSTRADA

Perugia-Bettolle Un’idea che vorrebbe sottoporre al Comune di Urbino e in particolare all’assessore alla «rivoluzione» Vittorio Sgarbi, al quale chiede di concedere quell’audizione «che abbiamo chiesto da tempo, senza peraltro ottenere risposta». Una risposta invece, non però sulla E78 bensì sullo svincolo di Magione del raccordo Perugia-Bettolle, prova a darla l’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, che ha promesso l’inserimento della riqualificazione dello svincolo tra le opere da finanziare: «L’uscita di Magione – dice – è una priorità in particolare in questo momento». A poca distanza dallo svincolo c’è infatti il punto vendita di Mercatone Uno che l’azienda ha deciso di chiudere, mettendo così a rischio oltre 40 posti di lavoro.

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