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venerdì 2 dicembre - Aggiornato alle 02:57

Collestrada, nuovi negozi per 25 mila metri quadri: «Creerà 850 posti di lavoro». Focus su viabilità e centro

Comune dà l’ok alla procedura di compensazione per l’investimento di Eurocommercial da 90 mln. Le novità

L'ingresso del centro commerciale

di Daniele Bovi

Venticinquemila metri quadri di nuovi spazi commerciali, una stima di 850 nuovi posti di lavoro compreso l’indotto, un investimento da 90 milioni di euro e 850 posti auto in più. Sono questi alcuni dei numeri che riguardano il max ampliamento del centro commerciale di Collestrada, aperto ormai da più di venti anni. Negli scorsi giorni la giunta comunale ha dato il via libera alla procedura di compensazione, in base alla quale a fronte dell’aumento della Suc (la superficie utile coperta) saranno realizzare alcune opere pubbliche. Non si tratta ovviamente del via libera finale, dato che ancora vanno presentati i progetti definitivi che poi, dopo il vaglio degli uffici, dovranno essere approvati in consiglio comunale con le due necessarie varianti al Prg (una riguardante l’ampliamento e una relativa alla viabilità esterna).

IKEA A PERUGIA, 13 ANNI DI IPOTESI SENZA MAI POSARE UNA PIETRA

L’ampliamento A proporre il progetto è Eurocommercial (proprietaria della struttura), che in virtù della compensazione con il Comune si è impegnata a dare vita al riassetto idraulico dell’area fra la E45 e la collina di Collestrada, allo spostamento e realizzazione della nuova isola ecologica e al prolungamento della pista ciclabile (dall’intersezione con la rotatoria con via Gutemberg al centro commerciale). Di questo maxi ampliamento si parla ormai da molti anni. Originariamente era previsto anche l’insediamento di Ikea, poi naufragato dopo 13 anni di ipotesi, polemiche e ritardi. Anche senza il colosso svedese del mobile l’ampliamento rimane comunque imponente come testimonia il progetto rivisitato e le relative integrazione presentate al Comune negli ultimi mesi.

I numeri Secondo Eurocommercial è previsto l’arrivo di nuovi marchi «nazionali e internazionali» non presenti attualmente in Umbria, che occuperanno i 25 mila metri quadri in più (oltre tre volte il campo del Renato Curi), con l’area commerciale che, comprendendo anche il parcheggio, arriverà a 123 mila metri quadri, 3.200 posti auto e aree verdi per quasi 12 mila metri quadri. Stando alle stime di Eurocommercial «viene previsto l’impiego nelle attività del centro di 600 nuovi addetti, per un totale di 1.350 occupati, con un indotto di cantiere per circa 250 posti di lavoro». Su questo fronte, Eurocommercial si impegnerà con i proprietari dei marchi affinché valutino l’assunzione di persone che hanno perso il posto di lavoro a causa della chiusura di altri negozi. Nel complesso, per Palazzo dei Priori la proposta presenta «elementi di possibile interesse pubblico in quanto è tale da comportare ricadute e benefici di interesse generale per lo sviluppo economico, occupazionale e sostenibile del territorio». Alcuni dei temi più rilevanti connessi al maxi ampliamento riguardano l’impatto sulla viabilità della zona e sul centro storico della città.

Viabilità Partendo dal primo aspetto, delicatissimo, il Comune insieme ad Anas ed Eurocommercial dovrà sedersi intorno a un tavolo per studiare le soluzioni: il tratto di E45 all’altezza di Ponte San Giovanni è il più trafficato di quello umbro della Orte-Ravenna, e in ballo ci sono già la spinosa questione del Nodino, il raddoppio della rampa che collega la E45 al Perugia-Bettolle e non solo. In attesa del quadro definitivo, quel che è certo è che gli interventi dovranno «migliorare l’accessibilità alla zona e assorbire il traffico supplementare attratto dal centro commerciale». «L’aspetto essenziale del superamento dell’attuale condizione di “area satura” – spiega il Comune – richiede di analizzare tutto il sistema della mobilità e dei flussi di traffico, oltre che di prevedere una nuova organizzazione della viabilità che sia in grado di assicurare una maggiore fluidità del traffico e un reale decongestionamento».

Centro storico Quanto al centro storico, dopo anni segnati da tantissime nuove aperture in periferia il mondo del commercio ha manifestato da tempo i suoi timori. E così l’intenzione del Comune è quella di dare vita a una serie di misure, come ad esempio l’impiego di «una quota significativa» del maggior gettito Imu per politiche di sostegno allo sviluppo di nuova residenzialità e servizi innovativi in centro. Oltre a ciò c’è «l’impegno di Eurocommercial ad assicurare che l’ampliamento del centro interagisca con l’economia regionale e locale, offrendo opportunità alle imprese umbre di produzione di beni e servizi creando nuova occupazione in un territorio colpito dagli effetti della crisi occupazionale, di quelli derivanti dagli eventi sismici e da ultimo dalla crisi pandemica ancora in corso». Nelle prossime settimane, dopo anni di ipotesi, si entrerà nel vivo.

Twitter @DanieleBovi

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