di Chiara Fabrizi

All’indomani degli Stati generali dello sport convocati dalla Regione Umbria, Il Sole 24 Ore ha aggiornato l’indice di sportività delle città capoluogo di regione e di provincia d’Italia, confermando uno stato di salute in forte chiaroscuro per il sistema.

La classifica, per dare subito la misura, assegna a Perugia 515 punti collocandola in 32esima posizione su 107 città, peraltro con un indice in flessione rispetto all’anno precedente, mentre Terni è addirittura 64esima con 308 punti seppur con un risultato in miglioramento. Il ranking è stato pubblicato ed è elaborato tenendo conto di 36 parametri suddivisi in quattro categorie: strutture sportive; sport di squadra; sport individuali; e sport e società. A guidare la classifica sono Trento (1000 punti), Firenze (820) e Milano (791), mentre in fondo ci sono Nuoro (121), Vibo Valentina (113) e Sud Sardegna (94).

Esaminando la pagella di Perugia si apprende che di 36 indicatori soltanto uno consegna il podio ed è il terzo posto nazionale della pallavolo, trainata naturalmente dalla Susa Sir volley e della Bartoccini Mc Restauri, perché in esame vengono presi i tornei nazionali e internazionali con relativa partecipazione e risultati. Gli sport individuali, invece, consegnano a Perugia altri due posizionamenti in top 10: il quinto posto per gli sport outdoor come tiro a volo, arco, triathlon ecc.., calcolati in base al numero di tesserati e dei relativi risultati ottenuti; e il settimo posto per il tennis, anche questo calcolato in base ad atleti e risultati. L’ultima buona performance di Perugia arriva dalla categoria sport e società, precisamente con il sesto posto nell’indicatore formazione nello sport, da intendersi come corsi universitari e master, licei sportivi e immatricolati in scienze motorie.

Ci sono poi una serie di parametri che collocano Perugia in top 20: tecnici e ufficiali di gara (16esimo posto); discipline sportive associate (13esimo); calcio dilettanti (13esimo); e sport femminile (19esimo posto). Nelle 36 sotto classifiche pubblicate dal quotidiano economico, però, ci sono tante ombre su Perugia tra cui alcune molto scure, a cominciare dall’attrattività degli eventi sportivi (60esimo); altri sport di squadra come rugby, baseball, hockey e pallanuoto (77esimo); sport dell’acqua (73esimo); testate giornalistiche e giornalisti per lo sport (75esimo); sport e turismo-natura (68esimo). Perugia non brilla neanche per gli investimenti nello sport, dove si piazza al 52esimo posto.

A Terni la situazione è anche più complicata: pure qui c’è un solo risultato da podio ed è il secondo posto nel calcio dilettantistico, inteso come partecipazione e risultati in serie D ed Eccellenza. La città dell’Acciaio non ha nessun altro dei 36 indicatori in top 10 e realizza soltanto un 11esimo posto per “discipline sportive e associate”, dopodiché una leggera dose di ottimismo lo infondono gli sport indoor (judo, scherma, ginnastica) con il 24esimo posto e il nuoto con il 27esimo posto. Per il resto solo ombre molto scure: tasso di praticabilità sportiva (89esimo); attrattività eventi sportivi (80esimo); atleti tesserati (79esimo); squadre e territorio (91esimo); società dilettanti (88esimo); volley (88esimo); basket (83esimo); sport e turismo-natura (86esimo); imprese per lo sport (84esimo); e sport paralimpico (82esimo).

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